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Venere che allatta Amore

Camillo Boccaccino (Cremona, 1505 – Cremona, 1546) Seguace

Camillo Boccaccino (Cremona, 1505 – Cremona, 1546) Seguace

Venere che allatta Amore
XVII secolo

Olio su tela
113 x 92 cm.
In cornice antica 129 x 107 cm.

Buone condizioni di conservazioni (restauri, difetti nella zona perimetrale)
Cornice in buone condizioni, con lievi mancanze e difetti alla doratura.

D26-234 IN ANTEPRIMA richiedi informazioni

Questo splendido dipinto riprende l’opera intitolata "Venere e Amore” (conosciuta anche come Venere che allatta Cupido), capolavoro realizzato tra il 1532 e il 1537 dal pittore rinascimentale cremonese Camillo Boccaccino (Cremona, 1505 - 1546), oggi custodita presso la Pinacoteca di Brera a Milano. [1]

Al centro della scena si trova la dea Venere, seduta a terra su un ricco panneggio di colore rosso intenso, seminuda, coperta solo parzialmente da una veste leggera e trasparente che le scivola lungo i fianchi. Al suo fianco si erge in piedi il piccolo Cupido (o Amore), riconoscibile dalle ali scure sulla schiena.

Il dipinto cattura un momento di tenera e sensuale intimità: Venere porge il proprio seno al figlio Cupido, sofisticata nella posa ma vera nelle trasparenze dei veli e nella tenerezza delle carni. Il piccolo, appoggiando una mano sul seno della madre per avvicinarsi, guarda verso l'alto con un'espressione quasi rapita.

La mano sinistra di Venere poggia delicatamente sul drappo rosso, trattenendo dei piccoli fiori di campo. In basso a destra, quasi nell'ombra, si nota l'arco di Cupido abbandonato a terra.

Il quadro mostra una forte influenza dello stile del Parmigianino, visibile nella grazia allungata ed elegante della figura di Venere e nella morbidezza delle forme.

Il dipinto gioca molto sui contrasti, con la pelle chiara e luminosa dei due protagonisti che spicca nettamente contro i toni scuri e ombrosi degli alberi retrostanti, mentre il rosso acceso del tessuto su cui siedono accende l'intera composizione.

La tela Venere e Amore è considerata dagli storici dell'arte il vero emblema dello stile profano di Camillo Boccaccino, un perfetto connubio tra la grazia elegante dei pittori dell'Emilia con la forza e il colore dei pittori del Veneto e della Lombardia.

Il suo stile, in particolare, nasce proprio dalla fusione di tre grandissimi pittori del Rinascimento, il Parmigianino, Correggio e Tiziano Vecellio, ed ognuno di questi maestri ha lasciato un'impronta chiara nei suoi quadri, permettendogli di creare un linguaggio unico e moderno per l'epoca.

Dal Parmigianino, Camillo eredita il gusto per una pittura che cerca la bellezza astratta ed elegante, grazie alle figure allungate, le dita affusolate, i colli sinuosi e le pose ricercate, quasi da aristocratici.
Dallo studio del Correggio, apprende il segreto dello "sfumato" e la dolcezza, dove i volti e i corpi, specialmente nelle sue opere a soggetto mitologico come la nostra Venere, acquisiscono una grazia e una sensualità uniche. È evidente nei passaggi sfumati della luce e nella pelle setosa dei personaggi.
Infine da Tiziano e dai pittori di Venezia, Camillo attinge la ricchezza dei colori e la calda atmosfera.

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:

L’opera viene venduta corredata di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.

Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati.

Contattateci per qualsiasi informazione, saremo lieti di rispondervi. È anche possibile vedere il dipinto nella galleria di Riva del Garda, saremo lieti di accogliervi per mostrarvi la nostra raccolta di opere.

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