Ritratto di nobildonna
Alonso Sanchez Coello (Valencia, 1531 – Madrid, 1588) Bottega di
Alonso Sanchez Coello
(Valencia, 1531 – Madrid, 1588)
Bottega di
Ritratto di nobildonna
Olio su tela
100 x 70 cm.
In cornice antica 120 x 92 cm.
Ricco di fascino e di alta qualità il ritratto qui proposto, raffigurante una giovane di nobile estrazione sociale immortalata con il suo sontuoso abito di rappresentanza, è un tipico esempio della ritrattistica di corte secondo i rigidi protocolli stilistici e decorativi della Controriforma spagnola del tardo Cinquecento.
E’ ritratta a mezza figura, con un espressione austera e solenne, dotata di una forte dignità regale, specchio della severa etichetta della corte asburgica in Spagna, e in una posa formale, con la mano sinistra appoggiata saldamente sul fianco, per comunicare autorità, e la destra abbassata che stringe un fazzoletto finemente ricamato in oro, tipico accessorio di prestigio dell'epoca.
L’abbigliamento ricopre indubbiamente un ruolo centrale dell'opera per l’opulenza con cui viene descritto, si tratta di un sontuoso abito sui toni dell’arancio in tessuto damascato con motivi floreale e vegetali stilizzati in fili d’argento e oro. Di grande impatto la monumentale gorgiera che incornicia il volto, in finissimo pizzo bianco a nido d’ape, elemento tipico della moda dell’alta aristocrazia dell'epoca.
Anche i gioielli e gli accessori enfatizzano la ricchezza della committenza aristocratica, dalla ricca rete di catene dorate intrecciate e impreziosite da perle sopra il corpetto rigido, ai vistosi orecchini scuri pendenti che risaltano contro il pizzo bianco.
Il soggetto è inserito in un interno sobrio, parzialmente oscurato da un pesante tendaggio verde scuro con frange dorate sulla parte superiore e sinistra, espediente teatrale per dare profondità e a far risaltare la figura della donna. Sulla sinistra, in secondo piano, si intravede un tavolino su cui è adagiato un piccolo libro, simbolo di erudizione, devozione o elevato status sociale della fanciulla.
Dal punto di vista cronologico, possiamo collocare l’esecuzione di questo dipinto tra la seconda metà del Cinquecento ed i primi del Seicento; lo stile formale e l'impostazione della figura permettono di ricondurlo all’operato di un pittore spagnolo, fortemente influenzato dai prototipi di Alonso Sánchez Coello (1531 – 1588) e della sua bottega.
Come possiamo ammirare dalla nostra tela, tipica della sua produzione è la perfetta fusione tra l'analitica precisione fiamminga e la compostezza formale della tradizione rinascimentale italiana, caratteristiche che lo hanno reso il massimo esponente del ritratto di corte spagnolo durante il regno di Filippo II.
Soggiornò infatti sia nelle Fiandre, dove fu allievo del pittore Antonio Moro che a Venezia, dove apprese personalmente lo stile ritrattistico del maestro Tiziano, di cui copiò numerosi dipinti.
Da pittore prediletto della corte spagnola, il crescente successo della sua produzione artistica venne validamente suffragata dalla sua prolifica bottega, divenendo tra gli artisti più richiesti tra i potenti delle corti italiane ed europee, che si contendevano le sue opere.
In base a tali considerazioni, anche se risulta difficoltoso attribuire il dipinto ad un pittore specifico, saremo propensi a rintracciare la mano di Juan Pantoja de La Cruz (Valladolid, 1553 – Madrid, 1608), uno dei più importanti pittori del Rinascimento spagnolo, allievo diretto di Coello che ne ereditò la bottega alla sua morte nel 1588 e venne nominato formalmente Pintor de Cámara (pittore di camera) nel 1596.
Le sue opere, ampiamente conservate al Museo del Prado di Madrid, si distinguono infatti per un'estetica severa e profondamente legata ai dettami della Controriforma, codificando l'immagine ufficiale della monarchia asburgica spagnola in un periodo di massima formalità etichettaria.
INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:
Il dipinto è completo di una piacevole cornice dorata ed è corredato di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.
Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati.
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