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Ritratto di Lady Dorothy Sidney Spencer, Contessa di Sunderland

Anthoon van Dyck (Anversa 1599 - Londra 1641) bottega

Anthoon van Dyck (Anversa 1599 - Londra 1641)
Seguace/bottega

Tracce di firma in basso a sinistra (non leggibile)

Ritratto di Lady Dorothy Sidney Spencer, Contessa of Sunderland
(5 ottobre 1617 – 5 febbraio 1684)

Olio su tela

124 x 97 cm.
Incorniciato 137 x 111 cm.

D26-199 IN ANTEPRIMA richiedi informazioni

La donna ritratta in questo magnifico dipinto è Lady Dorothy Sidney, contessa di Sunderland (1617–1684), figura di spicco della nobiltà inglese del XVII secolo, celebrata dai contemporanei per la sua straordinaria bellezza e intelligenza.

Figlia maggiore di Robert Sidney, 2º Conte di Leicester e di Lady Dorothy Percy, la sua famiglia era tra le più influenti d'Inghilterra, con legami diretti con la corte reale; era anche diretta antenata di figure storiche moderne, essendo parte del ramo familiare che includeva Winston Churchill e la Principessa Diana.

Oltre alla sua eccezionale popolarità come "icona di bellezza”, Dorothy divenne celebre per essere stata la musa ispiratrice del poeta Edmund Waller, che le dedicò numerosi componimenti chiamandola con lo pseudonimo di "Sacharissa" (dal latino sacharum, zucchero) ad evocarne la gentilezza.

Questa fama letteraria la rese una vera "celebrità" dell'epoca, spiegando così la serie di numerosi ritratti che la videro protagonista realizzati dai più illustri pittori del tempo; tra tutti spiccano quelli del grande ritrattista Anthoon van Dyck (Anversa 1599 - Londra 1641), pittore di corte del re Carlo I Stuart, Re d'Inghilterra, che la immortalò almeno in quattro occasioni.

Tali dipinti risalgono quasi tutti intorno al 1639, anno del suo fortunato matrimonio con Lord Henry Spencer di Wormleighton, primo Conte di Sunderland, un'unione ricordata come un vero matrimonio d'amore, molto raro per l'epoca.

Il ritratto più famoso dedicato alla contessa di Sunderland, e probabilmente il primo, è conservato nella National Trust di Petworth House, la raffigura con un abito rosso scuro e una collana di perle (Imm.1 - (https://rkd.nl/images/236658 ). Come nel nostro dipinto la mano della nobildonna è posata su un cesto di rose, fiori tradizionali di Venere, la dea dell'amore, sottolineando il tema del matrimonio e della fertilità, tipico dei ritratti nuziali dell'epoca di Van Dyck.

Di questo dipinto in particolare esistono diverse versioni e copie di bottega, conservate in prestigiose collezioni come la Carmarthenshire Museum (Imm.2 - https://artuk.org/discover/artworks/lady-dorothy-sidney-177575 ) e la National Trust di Hardwick Hall (Imm.3 - https://artuk.org/discover/artworks/lady-dorothy-sydney-16171684-countess-of-sunderland-172411 ).

Esiste poi una variante in cui Dorothy è ritratta come pastorella, un'allegoria comune dell'epoca per rappresentare la bellezza arcadica e la purezza, probabilmente anch’essa ideata in occasione del suo matrimonio, ed oggi alla National Trust di Lacock Abbey (Imm.4 -

L’opera che qui vi presentiamo è invece una pregevole versione derivata dal ritratto Lady Dorothy, del 1636, appartenente alla Collezione londinese dei Duchi di Devonshire (Imm.5 - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dorothy_Sidney,_Countess_of_Sunderland.jpg ). Tale prototipo è pubblicato sulla monografia completa di Van Dick ‘Van Dyck, des Meisters Gemälde in 537 Abbildungen’ stilata da Emil Schaeffer nel 1909, a pagina 406 (https://archive.org/details/vandyckdesmeiste00vand/page/406/mode/2up ).

E’ nostro parere che il dipinto in esame, finemente eseguito nei minimi dettagli, sia opera di un autore fiammingo, attivo intorno alla seconda metà del Seicento, da ricercare tra i seguaci o allievi di Anthony van Dyck, che ha saputo rielabora con grande maestria il suo capolavoro.

La contessa indossa un opulento abito giallo oro di seta o raso lucente, decorato con perle e gioielli scuri sul petto, che ne sottolineano l'altissimo status sociale, ed è nel contempo una testimonianza magistrale della moda barocca del XVII secolo, caratterizzata da un'eleganza che Van Dyck amava rendere "senza tempo" attraverso l'uso di drappeggi fluidi e stoffe preziose.



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