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Rebecca al pozzo

Giacomo Cavedoni (Sassuolo, 1577 – Bologna, 1660) Bottega di

Giacomo Cavedoni (Sassuolo, 1577 – Bologna, 1660)
Bottega di

Rebecca al pozzo

Olio su tela

111 x 150 cm.
In cornice (XIX secolo, piccole mancanze e difetti) 124 x 161 cm.
D26-258 IN ANTEPRIMA richiedi informazioni

Il dipinto raffigura l’episodio biblico di “Rebecca al pozzo”, tratto dal libro della Genesi (Genesi 22, 23), dove si narra che Eliezer, il servo più fedele di Abramo, viene inviato in cerca di una moglie adatta al figlio Isacco per garantire una discendenza alla sua stirpe.

Parte con una carovana di dieci cammelli ed uno scrigno di doni preziosi e, giunto nei pressi di un pozzo stanco ed assetato, una fanciulla di nome Rebecca gli offre dell'acqua prendendosi cura anche dei suoi cammelli. Isacco interpreta la sua gentilezza come un segno divino vedendo così nella fanciulla la sposa prescelta da Dio per Isacco e donandole i preziosi gioielli che custodiva.

La scena cattura il momento in cui Rebecca, bellissima e sontuosamente vestita, coi capelli raccolti in acconciatura scandita da un nastro rosso, accoglie il dono con grande entusiasmo e mostrando dei bracciali alle sue sue ancelle.

L’opera, di eccellente qualità, riprende una celebre composizione del pittore modenese Giacomo Cavedoni (1577–1660), databile intorno al 1610-1615, che riscosse un enorme successo già all'epoca e divenne il prototipo formale per numerose repliche e varianti eseguite dalla sua bottega.

In particolare, il modello originario è storicamente legato alla versione oggi custodita nella Burghley Collections di Stamford (Lincolnshire), una delle collezioni d'arte private più importanti e meglio conservate del periodo elisabettiano e barocco. Storicamente di proprietà della famiglia Barberini di Roma (ed inizialmente attribuito ad Agostino Carracci), venne poi acquistato da Brownlow, IX conte di Exeter (1725-1793) che lo portò nella sua collezione inglese, dove oggi è catalogato come seguace di Cavedoni [1].

[1] Scheda tecnica dell'opera sulla pagina ufficiale della Burghley House Collection:

Il dipinto della Burghley Collections, è tecnicamente identico al nostro, con differenze quasi impercettibili, persino nelle misure (112 cm. x 150,5 cm.), tanto che possiamo supporre siano entrambe versioni realizzate dalla bottega nel medesimo periodo.

L'opera riflette pienamente le stile drammatico e la gestualità dei personaggi tipici di Giacomo Cavedoni, mostrando il suo complesso e raffinato linguaggio pittorico, capace di fondere in maniere sublime tre diverse influenze - emiliana, romana e veneta - che ha saputo incorporare nel corso della sua carriera.

Nel dettaglio, ritroviamo il rigore classicista di matrice emiliana che seppe assorbire dalla collaborazione con Ludovico Carracci, con la tipica solidità dei volumi, lo studio del disegno e la struttura monumentale delle composizioni. A questo si amalgama il realismo caravaggesco ereditato durante il suo soggiorno a Roma nel 1609, che infonde alle sue composizioni come quella qui presentata forti contrasti di luce; ed infine, il colorismo veneziano, che imparò direttamente dal suo soggiorno a Venezia tra il 1612 e il 1613 studiando i capolavori di Tiziano e Veronese.


INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:

L’opera viene venduta corredata di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.

Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati. È anche possibile vedere il dipinto nella galleria di Riva del Garda, previo appuntamento, dove saremo lieti di accogliervi per mostrarvi le opere di vostro interesse.

Contattateci, senza impegno, per qualsiasi informazione aggiuntiva.

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