Castelbarco

Galleria Antiquaria

Pompeo Girolamo Batoni (Lucca 1708 – Roma 1787) e bottega

Capolavoro raffigurante 'Alessandro Magno che visita la famiglia di Dario'

Pompeo Girolamo Batoni (Lucca 1708 – Roma 1787) e bottega

Alessandro Magno visita la famiglia di Dario

Olio su tela
104 x 128
Con cornice 123 x 146

Collezione privata, Germania
D2020 Venduto contattaci

Pubblichiamo la nostra ultima acquisizione, un capolavoro di eccezionale qualità è bellezza di cui siamo profondamente fieri: si tratta di un’opera attribuibile al lucchese Pompeo Batoni, o ad uno sui suoi stretti collaboratori di bottega, che sovente lo affiancarno nella ultimazione delle sue complesse opere.

Parliamo di un dipinto ad olio su tela della seconda metà del Settecento, che ripropone la celebre tela raffigurante Alessandro Magno che si presenta dinanzi alla famiglia di Dario, realizzata da Pompeo Batoni nel 1775, acquistato da Federico II il Grande, re di Prussia, per il Palazzo Reale di Sanssouci, sua residenza estiva e uno dei più famosi castelli di Potsdam, capitale del Brandeburgo. Link: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Die_Frauen_des_Darius_vor_Alexander_dem_Gro%C3%9Fen_(Batoni).jpg

Di origini lucchese, Pompeo Batoni si trasferì ventenne a Roma, dove nel giro di pochi anni cominciò ad ottenere commissioni di grande prestigio, con una carriera sempre in ascesa che durò oltre un cinquantennio, e che lo vide impegnato, con la decisiva collaborazione dei figli, in un impressionante quantità di quadri su ordinazione.

Grazie alla fama che accompagnò la sua fortunata carriera, divenne uno dei più grandi pittori italiani del Settecento, dipingendo i ritratti di tre papi, ventidue monarchi europei, e una infinità di aristocratici che facevano a gara per avere i suoi servigi a Roma fra circa il 1740 e il 1787, anno della sua morte.

La tela proposta, che per qualità esecutiva e definizione dei dettagli eguaglia la tela acquisita da Federico di Prussia, è un'opera che indubbiamente proviene della bottega del Batoni, con grandi probabilità eseguita o da sotto la supervisione dello stesso grande maestro; più incerto è stabilire se sia stata dipinta come preparazione per l’opera acquistata da Federico di Prussia, oppure realizzata in un momento immediatamente successivo, per uno dei suoi facoltosi committenti.

Nella sua realizzazione, Batoni creò un'opera fortemente coinvolgente dal punto di vista emozionale, sia per la magnificenza della pittura che per il tema proposto. Il soggetto rivela infatti la magnanimità e la clemenza del sovrano Alessandro Magno che accolse con estremo riguardo la madre, che vediamo inginocchiata, la moglie e le figlie del nemico Dario, l’imperatore persiano appena sconfitto nella battaglia di Isso.

La vera poesia del dipinto è la maestria che il pittore esercita nei dettagli descrittivi, tanto da suscitare nello spettatore un senso di profonda ammirazione, rapito dal virtuosismo della tecnica, dalla profusione di particolari, per non parlare nella meticolosa attenzione nella resa delle fisionomie e dell’espressività dei personaggi. L’eccezionale ricchezza della resa dei particolari degli abiti e dei preziosi accessori (resi con tale maestria da essere considerati delle pregevoli nature morte) è tipica delle opere del pittore, rimandano alla sua infanzia di apprendista orafo presso il laboratorio del padre, il celebre orafo lucchese Paolino Batoni.

Si tratta di un vero capolavoro della pittura italiana del Settecento.

Le condizioni di conservazione dell’opera appaiono eccellenti, lo strato pittorico non presenta alcun tipo di problema, nonostante le dimensioni della tela.

Come ogni nostro oggetto, l'opera viene corredata di certificato di autenticità e scheda descrittiva.
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