Nettuno sulle onde dell'oceano
Bottega di Giovanni Francesco Barbieri, Il Guercino (Cento, 1591 - Bologna, 1666)
Nettuno sulle onde dell'oceano
Bottega di Giovanni Francesco Barbieri, detto Il Guercino (Cento, 1591 - Bologna, 1666)
Attribuito a Ercole Gennari (Cento, 1597- Bologna, 1658)
Olio su tela
138 x 112 cm.
In cornice 160 x 135 cm.
L’opera corredata da studio critico del prof. Emilio Negro (Bologna, 2026)
La possente figura mitologica, il grande Dio dei mari Poseidone (l’equivalente Nettuno per il phanteon romano), si erge statuario a grandezza naturale, ritratto di tre quarti tra le onde di una veduta costiera, che intravediamo sulla destra con un castello arroccato sulla riva.
Mentre la parte superiore del corpo segue una torsione a sinistra, la testa volge lo sguardo dalla parte opposta, in basso, verso una creatura marina che fuoriesce dalle acque, tentando di colpirla con il tridente. Nella parte sinistra dell'immagine, la superficie del mare si muove verso l'orizzonte con un fascio di nuvole solo debolmente illuminata da un cielo serale, quasi notturno. Il viso è incorniciato dai capelli fluttuanti e leggermente ondulati, con la fronte alta e le rughe che ne solcano la fronte.
Il tema è tratto dall’Eneide di Virgilio (1, 124-143), il momento in cui Nettuno emerge dalle acque furioso perché Eolo, su istigazione di Giunone, ha scatenato una tempesta per distruggere la flotta di Enea. Il dio, adirato per l'intrusione di Giunone nella sua sfera di dominio, si rivolge ai venti e inizia una minaccia che interrompe bruscamente: "Quos ego..." (Che io [punirò]…), la frase rimane sospesa perché Nettuno decide che è più urgente calmare le acque prima di passare alle punizioni.
Il dipinto era destinato verosimilmente a decorare le pareti dello "studiolo" di un colto letterato dedito all'arte e alle meditazioni filosofiche.
L’opera rappresenta il momento in cui l'autorità divina interviene per sedare il disordine degli elementi e ristabilire la pace e l’ordine, tanto che il soggetto di Nettuno che placa le acque divenne un'allegoria per i sovrani e i pontefici che riportavano l'ordine dopo il caos delle guerre. In alternativa, il soggetto può essere letto in chiave allegorica, come inno al dominio della Ragione (Ratio): Nettuno rappresenta la ragione, che interviene per domare le passioni sfrenate (i venti e la tempesta) e, grazie al suo saggio autocontrollo, si ferma per dare priorità all'azione costruttiva (calmare il mare) anziché alla vendetta immediata.
I caratteri stilistici di questa interessante composizione sono in rapporto con le qualità espressive del vivace ambiente artistico bolognese della prima metà del XVII secolo: l’opera è caratterizzata da un forte chiaroscuro che modella l'anatomia del dio, delineata da una tavolozza dominata da toni terrei e caldi, attraverso una sorta di "lume divino", tenue eppure nitido nella definizione dei contorni, creando un'atmosfera drammatica ed esuberante.
Il modo peculiare di trattare la materia pittorica, ricca e corposa, e l'equilibrata essenzialità dei colori rimandano con decisione al naturalismo di Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, al cui stretto ambito la nostra la tela risulta appartenere, derivando in particolare da una sua invenzione pittorica, forse definitivamente perduta.
Del nostro dipinto si conoscono infatti altre versioni: una, dalle caratteristiche banali, in passato erroneamente resa nota come autografa del Guercino stesso (imm.1 - già Novara, collezione Pozzi; Nefta Barbanti Grimaldi, Il Guercino, Bologna, 1968, p. 96, fig. 172), l'altra di ubicazione ignota e di discreta qualità opportunamente pubblicata fra le "opere della bottega" del Barbieri da Luigi Salerno (imm.2 - L. Salerno, I dipinti del Guercino, Roma, 1988, p. 425, n. 378, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Guercino_-_Salerno,_378.jpg ).
Ci son poi altre versioni di interessante fattura, passate sul mercato antiquario: tra queste possiamo menzionare, il Nettuno attribuito al Guercino, per alcuni critici realizzato in collaborazione con Benedetto Gennari (imm.3 - 23 maggio 2024, Chriesti’s New York, lotto 27)
oppure il Nettuno, attribuito alla bottega, già Collezione Antichità Castelbarco (imm.3 - Hampel, Monaco, 16 giugno 2010, come Guercino, lotto 559)

Entrando nel dettaglio della paternità del dipinto, la qualità pittorica ed i caratteri tipologici, in stretta connessione con la cultura del maestro centese, suggeriscono di riconoscervi le caratteristiche di Ercole Gennari (Cento, 1597-Bologna, 1658), cognato, allievo e stretto collaboratore del Guercino, trasferendosi con lui a Bologna nel momento in cui, dopo la morte del grande rivale Guido Reni, la bottega guercinesca fu spostata nel capoluogo emiliano.
E’ noto che Ercole si consacrò, come nel caso in esame, all'esecuzione di copie e derivazioni dalle composizioni del famoso cognato, sempre rispettandone i moduli compositivi e la tecnica, e questa pratica gli permise di produrre quadri con le caratteristiche tipiche guercinesche, oggi come un tempo assai ricercate.
L’eredità del Guercino sarebbe evidente nella morbidezza dei contorni della figura e nell’assetto della luce, proveniente dall’alto, delinea la figura grazie ad un intenso gioco di chiaro-scuri, dove le fasce muscolari, i tendini e le vene degli avambracci appaiono prominenti, mentre il lato sinistro del corpo rimane in ombra.
Inoltre, la concezione della figura, con il muscoloso Nettuno visto contro un mare agitato e un cielo quasi infuocato è tipica delle creazioni del Guercino. Anche un riflesso dell'immaginazione creativa del pittore sono le nuvole minacciose che gettano l'intera scena nella semioscurità, le onde elegantemente schizzate e il senso del teatro nel movimento aggraziato della figura mentre il suo tridente taglia diagonalmente lo spazio pittorico in due triangoli.
INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:
L’opera viene venduta completa di una cornice in legno dorata ed è corredata di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.
Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati. È anche possibile vedere il dipinto nella galleria di Riva del Garda, saremo lieti di accogliervi per mostrarvi la nostra raccolta di opere.
In caso di acquisto dell'opera da parte di clienti non italiani sarà necessario ottenere un permesso per l'esportazione che richiede circa 10/20 giorni, la nostra galleria si occuperà di tutta la fase fino all'ottenimento. Tutti i costi di quest'operazione sono inclusi.
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