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Natura morta di fiori e frutta

Felice Boselli (Piacenza, 1650 – Parma, 1732)

Felice Boselli
(Piacenza, 1650 – Parma, 1732)

Natura morta di fiori e frutta

Olio su tela ovale

73 x 96 cm.
In piacevole cornice ovale dorata lavorata a baccellatura 95 x 122 cm.

Il dipinto è corredato da una scheda critica del prof. Ferdinando Arisi

Bibliografia di riferimento: Ferdinando Arisi, ‘’Natura morta tra Milano e Parma in età barocca. Felice Boselli, rettifiche e aggiunte’’ (Edizioni TIP.LE.CO., 1995)

D26-242 IN ANTEPRIMA richiedi informazioni

Il dipinto è una splendida natura morta barocca, racchiusa in una piacevole cornice ovale, composta da un ricca composizione di fiori disposti in modo da occupare l’intera superficie pittorica, tra cui si risaltano dei garofani, rose nei toni del rosa e del bianco, piccoli fiori di campo e campanule. Sul lato destro, la scena viene arricchita da una selezione di frutta adagiata a fianco alla composizione di fiori, tra cui sono chiaramente visibili pesche o piccole mele, grappoli di uva bianca e nera e altri piccoli frutti simili alle nespole.

L’opera è attribuita al pittore piacentino Felice Boselli (1650–1732) dal prof. Ferdinando Arisi, storico dell'arte nonché massimo esperto dello studio del pittore in questione, dedicandogli fondamentali studi e ricerche.

Lo stile delle nature morte floreali di Boselli riflette pienamente la sensibilità del Barocco emiliano e lombardo, fondendo una forte resa naturalistica con l'esigenza decorativa delle grandi committenze aristocratiche dell'area di Parma e Piacenza.

Sebbene l'artista sia celebre soprattutto per i suoi mercati rustici, le dispense di cacciagione e le scene di cucina ingombre di carni e pesci, la sua produzione di fiori e frutti rivela tratti stilistici molto peculiari e riconoscibili.

In primis, i fiori nelle opere di Boselli sono quasi sempre concepiti in un pendant inscindibile con la frutta, unione che celebra la fertilità della terra e l'esuberanza della natura. E spesso queste composizioni venivano impostate entro formati geometrici specifici (ovali o ottagoni), studiati su misura per integrarsi nelle boiseries o nei fregi dei saloni ducali, come quelli della Rocca di Fontanellato o del castello Soragna dove vi lavorò in modo continuativo.

Nella monografia che Ferdinando Arisi ha dedicato al pittore, intitolata "Natura morta tra Milano e Parma in età barocca. Felice Boselli, rettifiche e aggiunte", possiamo agevolmente trovare dei confronti con il nostro dipinto. In particolare a pagina 70 (illustrazione 200) si vede una natura morta di soggetto analogo, che il critico colloca nello stesso periodo esecutivo (1690 circa) poiché si notano lo stesso gusto nel comporre e le stesse pennellate compositi nel realizzare i petali dei fiori, in particolare delle rose. Un’altra opera, a pagina 198 (illustrazione 254) è una natura morta di collezione privata dove i fiori a monocromato nel buio del fondo sono analoghi a quelli che si notano nella nostra natura morta di fiori e frutta.

Non ultimo aspetto che contraddistingue le sue opere, il suo approccio realistico e immediato, ben lontano dalla perfezione idealizzata o la simmetria geometrica dei maestri fiamminghi: i fiori pertanto non sono mai irrigiditi in vasi monumentali, ma vengono ritratti con una freschezza quasi "spontanea": recisi, adagiati disordinatamente su piani d'appoggio di pietra o mescolati liberamente a foglie e frutti stagionali.


INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:

Il dipinto è completato da una piacevole cornice in legno dorata e viene venduto corredato di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.

Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati.

Contattateci per qualsiasi informazione, saremo lieti di rispondervi.

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