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Madonna con Bambino e San Giovannino

Domenico Beccafumi (Monteaperti, 1486 – Siena, 1551) Bottega/Seguace

Madonna con Bambino e San Giovannino

Domenico Beccafumi (Monteaperti, 1486 – Siena, 1551)
Bottega/Seguace

Olio su tela

70 x 53 cm.
In cornice: 104 x 87 cm.

Bibliografia di approfondimento: ‘’Il buon secolo della pittura senese’’, A. Angelini, R. Longi (a cura di), 2017, Pacini Editore

D26-239 IN ANTEPRIMA richiedi informazioni

L’opera proposta, raffigurante la Madonna con Bambino e San Giovannino, è una piacevolissima rielaborazione di uno dei capolavori giovanili del maestro Domenico Beccafumi (Monteaperti, 1486 – Siena, 1551), realizzato intorno al 1508-1510 ed oggi custodita presso la Pinacoteca Nazionale di Siena (Imm.1).

Pittore senese, formatosi su artisti rinascimentali come fra' Bartolomeo e Filippino Lippi, si ritagliò un ruolo fondamentale nella storia dell'arte perché contribuì a far nascere il Manierismo in Toscana, ancor prima del Pontormo e del Rosso Fiorentino, che poi ne diverranno i più grandi esponenti.

Si distinse perché fu, nel Cinquecento, continuatore di quella tipica tradizione senese fatta di eleganza e di raffinatezza, ma con un linguaggio fondato sulla rottura degli equilibri classici del Rinascimento e su un'atmosfera visionaria, dove le figure si presentano con pose sinuose ma cariche di tensione emotiva e psicologica.

Tornando ora all’analisi della nostra opera, realizzata da autore della bottega o immediatamente successivo, vediamo riprese con grande qualità le sue caratteristiche tipiche, riflettendo i contatti avuti con la pittura di Leonardo e Raffaello tra Siena e Firenze.

Già dal primo sguardo è possibile scorgere la forte eredità artistica che questi due Mestri hanno lasciato a Beccafumi, in particolare sono stringenti i punti di contatto con ‘’La Madonna Terranova’’ di Raffaello del 1505 (Imm.2), che sembra essere stata una delle fonti più importanti per questa composizione, senza tralasciare la leonardesca ‘’Madonna dei Fusi’’ (Imm.3), che la posizione del nostro San Giovannino sembra riecheggiare.

E’ interessante focalizzare l’attenzione sul piccolo San Giovannino ed in particolare sulla sua inconsueta centralità rispetto a Gesù Bambino e alla Vergine Maria: questa scelta compositiva non è certo casuale ma racchiude profonde motivazioni teologiche: rispetto a molte opere analoghe, viene infatti qui dato risalto al ruolo del Battista, non semplice compagno di giochi per Gesù, ma suo Precursore, venuto ad annunciarlo preparando la strada al Messia.

A catturare l’attenzione è la sua gestualità, con l'indice indicante verso il cielo, idealmente verso Cristo, richiamando la sua missione di testimone ("Ecco l'Agnello di Dio"). La sua posizione avanzata, quasi a fare da "scudo" o introduzione visiva al nucleo divino retrostante, enfatizza il suo ruolo di tramite tra l'umanità (lo spettatore) e la Redenzione.

La capacità poi dell’autore di rendere il complesso intreccio affettivo tra i due giovani cugini è davvero spettacolare e di grande impatto emotivo: il fitto dialogo di sguardi e posture, che sembrano proprio intrecciarsi tra loro, evoco i destini dei due bambini. Il loro contatto fisico stringente e affettuoso prefigura il legame indissolubile che culminerà nel Battesimo di Cristo e, simbolicamente, nel sacrificio della Passione, preannunciato dal sentimento di intima accettazione che traspare dal volto della Vergine.

Piccolo dettaglio, ma di grande poesia, aggiunto dal nostro autore probabilmente su richiesta dal committente, è la ciotola in primo piano sui cui sembra voler posarsi una farfalla e da cui esce un nastro rosso, elementi dal profondo significato teologico.

I tre simboli letti nel loro insieme, potrebbero alludere visivamente il mistero pasquale: attraverso il sacrificio della Passione (il nastro rosso) e l'Eucaristia (la ciotola), l'umanità viene purificata e ottiene la promessa della vita eterna e della risurrezione (le farfalle). Nell'arte cristiana la farfalla rappresenta infatti la Resurrezione e l'immortalità dell'anima, il cui ciclo vitale rispecchia la parabola della vita di Cristo e dell'uomo.

Il dipinto illustra, infine, sullo sfondo un affascinante paesaggio, anch’esso evocativo dei maestri del Nord e del leonardismo, che raffigura la Sacra Famiglia nella fuga in Egitto.



INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:

L’opera viene venduta corredata di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.

Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati.

Contattateci per qualsiasi informazione, saremo lieti di rispondervi. È anche possibile vedere il dipinto nella galleria di Riva del Garda, saremo lieti di accogliervi per mostrarvi la nostra raccolta di opere.

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