Madonna col Bambino, San Giovannino e Santa Elisabetta
Scipione Pulzone (Gaeta, 1540 ca. - Roma, 1598) Attribuibile
Scipione Pulzone (Gaeta, 1540 ca. - Roma, 1598) Attribuibile
Madonna col Bambino, San Giovannino e Santa Elisabetta
Olio su tela
cm. 119 x 102
Cornice cm. 130 x 114
L'interessante dipinto qui proposto raffigura un tema iconografico accattivante ed ampiamente diffuso nella tradizione cristiana: la Vergine che tiene tra le braccia il Bambino sono i protagonisti di questa amabile raffigurazione devozionale. A completare la composizione le sono affiancati il piccolo San Giovanni Battista e sua madre Elisabetta (nonché cugina di Maria).
Attraverso lo scambio di sguardi tra le madri e i fanciulli, il dialogo tra loro è reso intimo, domestico ed emozionale, prefigurando il loro futuro legame spirituale.
La fissità di Maria, con le mani tese e giunte in preghiera, si contrappone alla luminosa presenza del Bambino, che regge tra le manine un piccolo garofano rosso, allusivo alla Passione, e rivolge lo sguardo dritto all'osservatore per crearne un legame diretto. E' raffigurato nudo, nell’atto di svelare la sua natura terrena complementare e quella divina, e in una posa scomposta che, oltre a regalare dinamicità all'immagine devozionale, è indice di una marcata aderenza al vero del nostro pittore.
Tali elementi compositivi ed i pregevoli caratteri stilistici della tela ci inducono a confermarne la tradizionale attribuzione a Scipione Pulzone, detto il Gaetano (Gata 1544 – Roma 1598), uno dei pittori più influenti e originali attivi a Roma nella seconda metà del XVI secolo.
Il suo stile sobrio ed estremamente nitido, che si opponeva alla complessità manierista, è finalizzato alla chiarezza comunicativa, ed è ispirato ai modelli del Rinascimento, in particolare a Raffaello (alla cui 'Madonna Colonna' sembra direttamente ispirata la figura di Maria), puntando a una profonda semplicità espressiva e a un senso di grazia "senza tempo".
L’attenzione alla resa dei particolari e lo studio della luce che evidenzia le figure in primo piano, sottolineando la modestia della Madonna e la semplice umanità di Sant'Anna, ritratta con il volto segnato dal tempo, ne avvalorano l’avvicinamento alla mano di Scipione Pulzone.
Il contrasto evidente tra la giovinezza della Madonna e la vecchiaia di Santa Elisabetta in particolare, non è solo un espediente visivo comune nell'arte di Pulzone, ma costituisce il fulcro teologico della sua pittura sacra: le due figure, con le loro maternità miracolose divengono la dimostrazione tangibile del miracolo divino.
Le rughe scavate di Elisabetta, ormai sterile per l'età, sono i segni tangibili del tempo e della fatica della storia umana che accoglie il miracolo. La pelle d'avorio, levigata e incorruttibile di Maria riflette una giovinezza spirituale che non conosce il peccato originario né la decadenza fisica.
Il contrasto evidente tra la giovinezza della Madonna e la vecchiaia di Santa Elisabetta in particolare, non è solo un espediente visivo comune nell'arte di Pulzone, ma costituisce il fulcro teologico della sua pittura sacra: le due figure, con le loro maternità miracolose divengono la dimostrazione tangibile del miracolo divino.
Le rughe scavate di Elisabetta, ormai sterile per l'età, sono i segni tangibili del tempo e della fatica della storia umana che accoglie il miracolo. La pelle d'avorio, levigata e incorruttibile di Maria riflette una giovinezza spirituale che non conosce il peccato originario né la decadenza fisica.
In particolare il pittore ripropose tale soggetto in diverse occasioni; tra i dipinti più affini alla nostra tela possiamo menzionare la Sacra Famiglia con San Giovannino e Sant'Elisabetta (Imm.1 - asta Sotheby's, New York, 8 gennaio 1981, n. 98) e la Sacra Famiglia con San Giovannino e sant'Anna (Imm.2 - Galleria Borghese, Roma).
In entrambe le opere, così come nella nostra, il volto dell’anziana donna è reso con un realismo straordinario e rigoroso (tipico della sua abilità di ritrattista "al naturale"), evidenziando le rughe profonde, la pelle segnata dal tempo e il velo monastico che le copre il capo.
Vi è poi il volto della Madonna nel nostro dipinto mostra una forte vicinanza espressiva con gli innumerevoli modelli mariani di Pulzone: gli occhi dolcemente socchiusi e rivolti verso il basso, il profilo ovale perfetto, l'espressione di composta e malinconica dolcezza e la resa quasi smaltata e levigata dell'incarnato sono gli stilemi esatti che si ritrovano nelle sue celebri Madonne della Divina Provvidenza (ad esempio imm.3: Convento di S. Carlo ai Catinari, Roma).
Infine, il gesto delle mani della Vergine (come le dita affusolate e composte) che evocano la gestualità misurata ed estremamente casta che Pulzone assegna ai suoi santi e alle sue Madonne oranti, e che possiamo ad esempio ritrovare nell’Assunzione della Vergine della Chiesa di S. Silvestro al Quirinale (Imm.4).

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:
L’opera viene venduta corredata di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.
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