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Le tentazioni di Sant’Antonio

Pier Francesco Mola (Coldrerio, 1612 – Roma, 1666) bottega

Pier Francesco Mola ‘il Ticinese’ (Coldrerio, 1612 – Roma, 1666) bottega

Le tentazioni di Sant’Antonio

Olio su tela

75 x 62 cm.
In cornice (difetti) 82 x 71 cm.

D26-167 IN ANTEPRIMA richiedi informazioni

Il tema delle Tentazioni di Sant'Antonio Abate è stato un soggetto molto amato nell'arte pittorica rinascimentale e barocca, raffigurando l’eremita tormentato da visioni demoniache nel deserto, e simboleggiando la lotta spirituale tra la fede e le forze del male.

Secondo le biografie del santo - la più importante è la Vita Antonii scritta da Atanasio di Alessandria - il diavolo cercava di abbattere la resistenza di Antonio assumendo diverse forme per tormentarlo e distrarlo dalla preghiera, cercando di lusingarlo con tutto ciò che un uomo potrebbe desiderare ma senza successo.

Spesso il male prendeva la forma creature ibride, come nel nostro caso, dove il diavolo appare come una bestia feroce, un mostro alato con il volto animalesco.

Queste visioni mostruose servivano a testare l'imperturbabilità e la fermezza della sua fede, simboleggiando la violenza delle tentazioni e la ferocia del diavolo, che tenta di spaventare il santo con i sensi e la paura, ma Antonio resiste attraverso la forza della sua preghiera.

Appare imperturbabile, mentre consulta i testi sacri e tiene tra in mano il rosario, entrambi simboli devozionali contro il male. Accarezza un grande leone seduto al suo fianco, il Leone di Giuda, che compare in una delle sue preghiere che recita: "Fúgite, partes advérsæ. Vicit Leo de tribu Juda" (Fuggite potenze nemiche. Ha vinto il Leone della tribù di Giuda), dove l’animale simboleggia Cristo stesso che sconfigge le potenze nemiche.

Il dipinto va stilisticamente ricondotto ai modi pittorici di Pier Francesco Mola (1612 - 1666), pittore barocco attivo principalmente a Roma, la cui produzione verte sul tema della fede e della devozione, ed include molte scene di santi in contemplazione o in momenti di estasi spirituale, riflettendo la sensibilità religiosa del Seicento romano.

Il suo stile è intenso e drammatico, spesso definito "pre-romantico", capace di esprimere una profonda interiorità e passione, ed è celebre per aver integrato la sensibilità cromatica veneta con il rigore del classicismo romano.

Per quanto concerne ora all’attribuzione della nostra affascinante tela, siamo propensi a circoscriverne l’operato ad un autore gravitante attorno alla bottega del Mola, presumibilmente uno dei suoi allievi, tra i quali possiamo menzionare Francesco Giovani, Antonio Gherardi, Giovanni Battista Pace o Girolamo Troppa, oppure ad un autore della sua cerchia ed attivo in un momento immediatamente successivo.


INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:

L'opera viene venduta completa di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.

Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati. È anche possibile vedere il dipinto nella galleria di Riva del Garda, saremo lieti di accogliervi per mostrarvi la nostra raccolta di opere.

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