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Il trionfo di Galatea

Antoine Coypel (Paris 1661–1722), bottega di

Antoine Coypel (Parigi 1661 – Parigi 1722)
bottega di

Il trionfo di Galatea

olio su tela

Dimensioni: 69 x 99 cm.
con cornice 81 x 121 cm.

D20-133 € 12.600 richiedi informazioni

Il dipinto mostra l’apoteosi della ninfa Galatea, portata in trionfo sulle acque, episodio tratto dall’antica cultura latina, e ripreso a partire dal Rinascimento; in particolare i miti cui si ispira sono narrati nella Giostra di Poliziano, e nelle Metamorfosi di Ovidio (libro 13).

La scena si svolge nel mare, dove Galatea, protagonista della scena, è rappresentata al centro dell’opera sopra un trono a conchiglia circondata da creature marine. Attorniano la ninfa e partecipano alla sua avanzata vari personaggi, tra cui le Nereidi, divinità del mare, ed i Tritoni, anch’essi figure del corteo del dio del mare Poseidone. Un gruppo di amorini assiste alla scena dal cielo sorreggendo un drappo gonfiato dal vento, mentre un altro fanciullo, Palemone, sorregge galatea dal basso. Seduto ad osservare la scena in lontananza il gigante Polifemo sul Monte Etna, perdutamente innamorato di Galatea ma non corrisposto, mentre suona il flauto in onore della sua amata.

Il dipinto è da ascrivere alla bottega del pittore Antoine Coypel (Parigi 1661–1722)), esponente esemplare della pittura francese del primo Settecento e componente di una dinastia di pittori (era figlio del pittore Noël Coypel, e padre di Charles-Antoine Coypel e Noël-Nicolas Coypel, entrambi attivi nella bottega paterna) celebri per le sue composizioni a carattere mitologico.

Nella tela in oggetto si ritrovano tutte le componenti tipiche dell’estroso maestro francese. L'autore rimedita, infatti, gran parte della pittura italiana del‘600, soprattutto romana e bolognese: il tritone che afferra la ninfa sotto Galatea cita i modi di Annibale Carracci nella Galleria di palazzo Farnese, i putti che giocano sui delfini hanno una lontana ascendenza dal Domenichino (per il manto drappeggiato tenuto con grazia dall'amorino in alto), mentre il timbro cromatico dell’intera composizione risente delle tonalità chiare e luminose del Reni, del Maratti e dell’Albani. La grande tradizione della pittura del primo barocco romano è rivissuta da Coypel su una base culturale che non tralascia nemmeno l'influenza di Rubens (specie nei Tritoni).

Il risultato è una pittura comunicativa e immediatamente seduttiva, di grande decoro, adatta, allora come oggi, ad impreziosire le dimore borghesi d’alto livello.

La fonte della nostra composizione è ravvisabile nell'incisione ''Le triomphe de Galathee'', modello creato da Coyper per un dipinto destinato a Filippo d’Orleans Duca di Chartres nel 1695 (vedi dettagli).

Sebbene tale dipinto sia oggi andato perduto, ne restano tuttora in Francia diverse versioni realizzate dal Coypel e dalla sua bottega, tra queste:
- una versione del XVIII secolo (112 x 148 cm) presso il Museo di Tessé a Le Mans (vedi dettagli):
- una versione (eseguita dal figlio Noël Coypel) del XVIII secolo (60 x 74 cm) presso il Musée Leblanc-Duvernoy d'Auxerre,
https://art.rmngp.fr/fr/library/artworks/noel-coypel_le-triomphe-de-galatee
- una versione (102 x 137 cm) presso il Museo di Bourges col titolo li Trionfo di Anfitrite;
- una versione (51 x 61 cm) presso il Meseo di Saint-Germain-en-Laye;
- una versione (72 x 56 cm) presso il Museo Massey di Tarbes
- una versione su porta conservata al Museo della Voiture presso il castello di Compiègne.

La tela si trova in eccellente stato di conservazione, lo strato pittorico si presenta sanissimo. Eseguita pulizia conservativa.
L'opera è accompagnata da una cella cornice in oro, non coeva.

Per ulteriori informazioni siete invitati a contattarci.
Dipinto corredato di certificato di autenticità fotografico a norma di legge (FIMA - CINOA)
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