Il ratto di Europa
Simon Vouet (Parigi, 1590 – 1649) bottega/seguace
Simon Vouet (Parigi, 1590 – 1649)
bottega/seguace di
Il ratto di Europa
Olio su tela
116 x 92 Cm.
In cornice 145 x 118 cm.
Un inganno abilmente orchestrato dal Zeus mascherato da idillio primaverile: questo è il cuore pulsante di questo affascinante Rapimento di Europa tratto da un dipinto di Simon Vouet (Parigi, 1590 – 1649) realizzato intorno al 1640 ed oggi esposto a Madrid, presso il rinomato Museo Thyssen-Bornemisza (https://www.museothyssen.org/en/collection/artists/vouet-simon/rape-europa ).
**Simon Vouet,Ratto di Europa,(1640 circa),Madrid,Museo Thyssen-Bornemisza.

La scena, intrisa di grande sensualità ed eleganza, fu ideata dal Vouet durante il suo soggiorno parigino, quindi all’apice della sua fortunata carriera ed era parte di un ciclo di opere accomunate dal gusto leggiadro dei vari temi profani, destinate alla decorazione di saloni di rappresentanza delle più rinomate residenze reali ed aristocratiche di Parigi. l gusto leggiadro dei temi profani
Il dipinto, che traspone visivamente un passo della mitologia greca (Metamorfosi di Ovidio, II.836-875), raffigurata il concitato momento in cui Zeus, infatuato della bella principessa fenicia Europa, si trasforma in un mansueto toro bianco per avvicinarla, carpirne la fiducia e poi rapirla.
A differenza di altre versioni, drammatiche o violente, la composizione di Vouet si concentra su un'atmosfera idilliaca; il pittore francese non illustra un'aggressione violenta, ma mette in scena l'attimo prima che il dramma abbia inizio, usando una regia teatrale tipica del Barocco francese: la bellissima fanciulla è posizionata sul dorso del toro bianco, cerca di mantenere l'equilibrio tenendosi al corno dell'animale con la mano.
Due ancelle assistono la principessa, una di loro, vestita con un abito rosa antico, adorna la testa del toro e le braccia di Europa con ghirlande di fiori freschi, con un gesto che conferisce uno stato si serenità, quasi ad evocare un rito nuziale, ignara dell'imminente rapimento.
Nella parte superiore del cielo, due piccoli putti alati fluttuano nel cielo reggendo corone di fiori, inserendo un classico elemento decorativo e allegorico tipico della tradizione figurativa seicentesca, accentuando il tono aggraziato e poetico del dipinto.
La sensualità ed il sentimentalismo che caratterizzano l’opera sono ispirati dalle tele del Veronese, in particolare è agevole il confronto con il Ratto di Europa di Palazzo Ducale a Venezia, e dalle opere degli artisti bolognesi attivi a Roma nella prima metà del XVII secolo, quali Domenichino, Francesco Albani e soprattutto Guido Reni, che verosimilmente Vouet ebbe modo di vedere durante il suo viaggio in Italia.
Questa composizione divenne ampiamente nota, già all’epoca, grazie alla stampa di Michel Dorigny, talentuoso incisore nonché allievo di Vouet e pittore di corte, realizzata nel 1642, che ebbe il compito di riprodurre e divulgare i capolavori del maestro, che ebbe pertanto un ruolo fondamentale nella storia dell'arte, che portò alla creazione di diverse riproduzioni già all’epoca. Questa matrice ha permesso la diffusione del modello in tutta Europa, e gli esemplari di questa acquaforte (che mostra la scena specchiata o in controparte) sono oggi conservati in prestigiosi musei italiani e internazionali, come il Museo di Capodimonte a Napoli e all’Accademia Carrara di Bergamo (https://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/C0110-00178/ ).
La grande richiesta del mercato d'arte per i soggetti mitologici sensuali di Vouet spinse la sua stessa bottega, e svariati copisti coevi, a produrre repliche in pittura basandosi proprio sulla nitida traccia grafica fornita da Dorigny.
Queste opere secondarie mantengono i medesimi dettagli dell'incisione (come la disposizione esatta dei putti in cielo o l'andamento del panneggio), ma sono realizzate a olio su tela.
La nostra bella versione, sicuramente derivata dall'incisione poiché proposta in "controparte" (ovvero speculare), è un’opera realizzata presumibilmente da uno dei suoi assistenti o subito dopo la sua morte in un momento immediatamente successivo. Simon Vouet dirigeva a Parigi un atelier estremamente organizzato per far fronte alle numerosissime commissioni della corte e della nobiltà, e nel nostro caso viene riproposto fedelmente il disegno in modo ineccepibile rispetto all'originale del Museo Thyssen-Bornemisza.
INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:
Il dipinto viene venduto completo di una piacevole cornice dorata ed è corredato di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.
Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati.
Qualora abbiate il desiderio di vedere questa od altre opere di persona, saremo lieti di accogliervi nella nostra nuova galleria di Riva del Garda, in Viale Giuseppe Canella 18. Vi aspettiamo!
Contattateci per qualsiasi informazione o per organizzare un a visita, saremo lieti di rispondervi.
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