Giove e Giunone
Annibale Carracci (Bologna, 1560 - Roma, 1609) Bottega/Seguace
Annibale Carracci (Bologna, 1560 - Roma, 1609)
Bottega/Seguace
Giove e Giunone
Olio su tela
126 x 95 cm.
In cornice 142 x 112 cm.
L’opera ritrae Giove e Giunone, re e regina degli Dei, la coppia suprema della mitologia romana (Zeus ed Hera per quella greca), che incarna il potere divino e la complessa dinamica matrimoniale fatta di lealtà, estrema gelosia e infedeltà.
La scena trae ispirazione dal Libro XIV dell'Iliade, quando la Regina dell’Olimpo, schierata dalla parte dei Greci, seduce Giove sul monte Ida per distrarlo dalle sorti della guerra di Troia, dato che invece desiderava la vittoria dei Troiani per vendicare il figlio Achille.
Giove, sedotto dall’aspetto ammaliante della consorte, è raffigurato mentre accoglie Giunone nel talamo nuziale: lei indossa la cintura magica di Venere per apparire irresistibile. La scena perde la solennità mitologica classica per assumere un tono più intimo, quasi malizioso, sottolineando l'umanità delle divinità.
L’opera è una splendida versione tratta da uno dei riquadri della serie di affreschi che decorano la volta di Palazzo Farnese, eseguiti da Annibale Carracci tra il 1597 e il 1600, commissionati dal cardinale Odoardo Farnese per celebrare le nozze tra Ranuccio Farnese e Margherita Aldobrandini, dove il tema centrale è "Gli amori degli dei" (imm.1).
La libertà e la sensualità di questa immagine, segna il passaggio dal rigore della Controriforma a una nuova libertà espressiva sensuale e classica: Giove e Giunone, marito e moglie, si avvicinano in atteggiamento intensamente erotico, con un evidente ritorno alla vitalissima cultura rinascimentale, con forti riferimenti a Michelangelo (per la plasticità delle figure) e Raffaello.
Di tutti gli affreschi carracceschi questo, in particolare, divenne uno dei riquadri più celebri ed ammirati della Galleria Farnese, con il suo senso di intensità emotiva e sensualità.
Il successo di questo soggetto ne favorì quindi una cospicua diffusione in formato ‘da camera’, tant’è che si conoscono ad oggi numerosi dipinti realizzati da artisti della cerchia/bottega del pittore oppure attivi in un momento immediatamente successivo alla creazione dell’affresco, per accontentare i collezionisti d’arte romani che desiderava detenerne un propria versione.
Tra le numerose copie posteriori, possiamo menzionare il dipinto, realizzato su tela, ed attribuito ad Antonio Carracci, oggi custodito nella Galleria Borghese a Roma (imm.2 - https://www.collezionegalleriaborghese.it/opere/giove-e-giunone).
Tra le numerose copie posteriori, possiamo menzionare il dipinto, realizzato su tela, ed attribuito ad Antonio Carracci, oggi custodito nella Galleria Borghese a Roma (imm.2 - https://www.collezionegalleriaborghese.it/opere/giove-e-giunone).

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