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Ercole

Bottega di Giovanni Francesco Barbieri, Il Guercino (1591 - 1666)

Bottega di Giovanni Francesco Barbieri, Il Guercino (1591 - 1666)

Attribuito a Ercole Gennari (Cento, 1597-Bologna, 1658)

Ercole

olio su tela

136 x 112 cm.
In cornice (periodo Luigi XV) 156 x 130 cm.

Opera corredata da studio critico del prof. Emilio Negro (Bologna, 2026)

Bibliografia di riferimento:
Luigi Salerno, I dipinti del Guercino, Roma, Ugo Bozzi Editore, 1988, p. 404.
Nicholas Turner, The Paintings of Guercino. A Revised and Expanded Catalogue Raisonné, Roma, Silvana Editoriale, 2017, pp. 571 (n. 281), 605 (n. 316).

D26-056 IN ANTEPRIMA richiedi informazioni

Il dipinto raffigura Ercole a mezza figura, nudo fino alla vita, colto in un atteggiamento di saldo equilibrio e quieta fermezza, raffigurato con la sua muscolatura potente.

L’eroe è rappresentato con la clava, impugnata con la mano destra, mentre la sinistra si posa con gesto risoluto su un piano mentre tiene un lembo della pelle del leone nemeo che gli ricade sul corpo come un manto, avvolgendogli il torso e ciondolando sul ventre.

Esibisce pertanto i simboli della sua prima fatica e della sua forza sovrumana: avendo ucciso il leone invulnerabile a mani nude o con la clava, ne indossò la pelle come armatura invincibile.

Il volto, incorniciato da una barba folta e da capelli ispidi, presenta tratti marcati e intensamente umani; l’espressione dell’eroe, lontana dall’eroismo classicista, è stata letta come attraversata da una vena pensosa e malinconica. E’ presentato non in azione ma in una posa trattenuta, che accentua il carattere monumentale e “statutario” della figura.

L’eroe mitologico doveva rivestire per i committenti del tempo un significato simbolico, alludendo a “virtù o attributi nei quali riconoscersi o proiettare le proprie aspirazioni”.

L'opera qui presentata, di gran vigore pittorico, si distingue per una resa pittorica energica e per un'impostazione stilistica che consente di collocarne l’esecuzione nella florida bottega di Giovanni Francesco Barbieri (1591 - 1666).

Questo soggetto ricorre in più opere realizzate dal maestro durante la sua carriera, declinate in versioni differenti per postura, gestualità e costruzione spaziale, concentrandosi sulla figura del mitico eroe con un approccio barocco, caratterizzato da forte plasticità, chiaro-scuro intenso e un'attenzione particolare alla muscolatura.

Tra le versioni più note, ci sono:
- Ercole con la clava e la pelle di leone, Guercino, 1642 circa, Collezione Koelliker, Milano
- Ercole con la clava e la pelle del leone, Guercino, 1645 circa, Villa Medicea di Cerreto Guidi, Firenze
- Ercole che brandisce la clava, Guercino, Collezione privata Milano

Tra i confronti possibili, il più vicino è sicuramente quello con l’Ercole oggi alla Galleria Nazionale di Parma ** (https://complessopilotta.it/opera/ercole/ ), già nella collezione Sanvitale, che presenta una composizione affine per taglio e iconografia. Non risulta ci siano altre versioni di questa composizione, raffigurante l’eroe, riconoscibile dalla clava su cui poggia la sua mano destra e dalla pelliccia che gli cinge i fianchi, in un paesaggio al tramonto

Questo Ercole si discosta consapevolmente dai modelli classicisti che tendevano a conciliare la forza eroica con un ideale di bellezza, proponendo invece un’immagine terrena e anticlassica, nella quale l’eroe appare più simile a un uomo di fatica che a un semidio esemplare, sottolineandone la rude fisicità del corpo.

L'opera qui in esame si distingue per un’eccellente resa espressiva del volto, trattato con una qualità pittorica che suggerisce un possibile coinvolgimento del maestro stesso, pur rientrando verosimilmente in un contesto di collaborazione all’interno della sua bottega.

Entrando nel dettaglio della paternità del dipinto, come rilevato nello studio del Prof. Emilo Negro, la qualità pittorica ed i caratteri tipologici permettono di riconoscervi le caratteristiche di Ercole Gennari (Cento, 1597-Bologna, 1658), cognato, allievo e stretto collaboratore del Guercino, trasferendosi con lui a Bologna nel momento in cui, dopo la morte del grande rivale Guido Reni, la bottega guercinesca fu spostata nel capoluogo emiliano.

E’ noto che Ercole si consacrò, come nel caso in esame, all'esecuzione di copie e derivazioni dalle composizioni del famoso cognato, sempre rispettandone i moduli compositivi e la tecnica.

Ottimo stato di conservazione, presenti restauri. Rintelato recentemente.
Cornice in legno dorato con decori a motivi vegetali e roccailles, del periodo Luigi XV (buone condizioni).

**
Ercole, Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino (bottega di)
Parma, Galleria Nazionale
1630-1640, Olio su tela, cm. 128 x 107


INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:

Il dipinto viene venduto completo di una piacevole cornice dorata ed è corredato di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.

Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati.

Qualora abbiate il desiderio di vedere questa od altre opere di persona, saremo lieti di accogliervi nella nostra nuova galleria di Riva del Garda, in Viale Giuseppe Canella 18. Vi aspettiamo!

Contattateci per qualsiasi informazione o per organizzare un a visita, saremo lieti di rispondervi.

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