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Ecce Homo

Andrea Solario (Milano, 1470 circa – 1524) seguace di

Andrea Solario
(Milano, 1470 circa – Milano, 1524)
seguace di

Ecce Homo

olio su tela

64 x 45 cm.
in cornice 92 x 72 cm.

Bibliografia di riferimento: David Alan Brown: Andrea Solario, Milan 1987

D26-202 € 7.900 richiedi informazioni

L’opera proposta, raffigurante l’intensa immagine del Cristo incoronato di spine, riprende l’iconografia dell’Ecce homo ideata da Andrea Solario (Milano, 1470 circa – Milano, 1524), uno dei protagonisti del periodo più glorioso del Rinascimento lombardo: si tratta di un tema tanto celebrato nella carriera dell'artista e poi replicata dalla sua bottega in numerose varianti, con lievi differenziazioni l’una dall’altra, a testimonianza dell’enorme successo ottenuto già sui collezionisti contemporanei.

Nel nostro caso Cristo è ritratto a mezza figura su uno sfondo monocromo, con indosso la corona di spine e in mano uno scettro di canna, entrambi simboli di regalità conferitagli dai soldati, per deriderlo durante la sua prigionia. Le sue mani sono legate da una corda e le sue spalle sono avvolte da un semplice mantello di porpora.

Il grande storico dell'arte David Alan Brown ha definito l'Ecce Homo di Andrea Solario (circa 1507-1509) come una delle sue composizioni più iconiche. Nel suo catalogo ragionato dedicato all’autore, Brown ha identificato le due versioni autografe di riferimento, ovvero i prototipi originari, uno al Philadelphia Museum of Art, l’altro al Museum der bildenden Künste di Lipsia (Imm.1 e Imm.2 *).

Esistono poi numerose opere ‘’secondarie’’ dell'Ecce Homo di Andrea Solario (oltre quindici versioni censite) che si dividono tra prototipi giovanili e repliche storiche eseguite dalla sua bottega o da seguaci attivi in epoca immediatamente successiva.

Oltre ai due capisaldi di riferimento di Lipsia e Philadelphia, possiamo trovare le principali di tali altre versioni nelle seguenti collocazioni:
Musei italiani
Museo Poldi Pezzoli (Milano): conserva una splendida versione giovanile databile intorno al 1505-1506.
Accademia Carrara (Bergamo): ospita una variante datata tra il 1500 e il 1505, eseguita su carta applicata su tavola.
Musei internazionali
Ashmolean Museum (Oxford): una variante particolare (1505-1507) dove Cristo regge la canna usata per flagellarlo.
Museo Nazionale (Varsavia): versione unica (1505-1510) in cui il Salvatore indossa un mantello viola anziché rosso.

Vi sono poi una nutrita serie di opere custodite in collezioni private o passate nelle più prestigiose aste europee, spesso repliche di bottega di alta qualità, che confermano il successo commerciale che questa composizione riscosse già nel XVI secolo. A titolo esemplificativo, possiamo menzionare:

Imm.3 - A. Solario (attribuito), Ecce Homo, Lempertz Colonia, Asta 1185 del 20.11.202
Imm.4 - A. Solario (Bottega), Ecce Homo, Vienna Dorotheum, 10.11.2020
Imm.5 - A. Solario (e Bottega), Ecce Homo, Sotheby’s Londra , 07.12.2011
Imm.6 - A. Solario (seguace), Ecce Homo, Lempertz Colonia, Asta 1067 del 21.05.2016

Lo stile dell’opera fonde il naturalismo italiano, sensibile ma potente al tempo stesso, con l'intensa emotività dei maestri nordici.

L'influenza di Leonardo da Vinci è profonda e strutturale, assorbita da Solario durante il soggiorno milanese e poi rielaborata in chiave drammatica e devozionale: vediamo ad esempio ben bilanciata la tecnica dello sfumato, di leonardesca memoria, con la tipica transizione morbida di ombre e luci, eliminando i contorni netti per fondere dolcemente il corpo di Cristo con lo sfondo scuro.

Il volto di Gesù riflette un'intima e malinconica sofferenza, caratteristica derivata direttamente dagli studi di Leonardo sui "moti dell'animo" e sull'espressività umana, oltre al dettaglio delle mani incrociate e le vene in rilievo che derivano dagli studi dal vero del maestro. La morbidezza leonardesca si unisce a un forte risalto plastico e a dettagli nitidi, influenzati sia dalla pittura fiamminga sia dal classicismo nord-italiano.

In merito alla nostra versione, si tratta di un’opera realizzata con una precisione pittorica di eccellente livello, con una straordinaria forza espressiva, tale da poter essere agevolmente paragonata ai precedenti prototipi solariani.

Possiamo pertanto dedurre che l’autore sia uno degli artisti gravitanti attorno all’entourage del Solari, o di un suo seguace attivo in un momento seguente; molti furono gli autori che, facendo parte della sua schiera di allievi, entrarono necessariamente in contatto con i prototipi delle opere e che ebbero modo di affrontare tale soggetto.




INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:

L’opera è completata da una piacevole cornice ed è corredata di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.

Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati.

È anche possibile vedere il dipinto nella galleria di Riva del Garda, saremo lieti di accogliervi per mostrarvi la nostra raccolta di opere.

Contattateci, senza impegno, per qualsiasi informazione aggiuntiva.

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