Ecce Homo
Peter Paul Rubens (Siegen 1577 - Anversa 1640) Seguace di
Peter Paul Rubens (Siegen 1577 - Anversa 1640) Seguace
Ecce Homo
Olio su tela
123 x 103 cm.
Con cornice antica (buono stato, difetti e piccole mancanze): 149 x 128 cm.
La composizione immortala il momento della Passione di Cristo in cui Ponzio Pilato, allora governatore romano della Giudea, presenta Gesù flagellato al popolo di Gerusalemme, pronunciando le parole "Ecce Homo" (letteralmente, Ecco qui l'Uomo) per ingraziarsi la folla, consapevole di aver condannato un uomo innocente.
Al centro della tela vediamo la potente figura di Cristo, il cui volto è fiero, senza alcuna forma di sofferenza per far trasparire una forza interiore, con una corona di spine posata sopra i capelli lunghi, le mani legate e spogliato dei suoi vestiti ed alle spalle un soldato romano in armatura che solleva un drammatico panneggio rosso.
Si tratta di una pregevole copia d’epoca riferibile ad un seguace di Rubens e si ispira direttamente al celebre prototipo dipinto dal maestro fiammingo intorno al 1612, uno dei capolavori giovanili oggi conservato al Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo (Imm.1).
L’opera si impose da subito come modello di riferimento per la pittura Barocca, fondendo in maniera sublime il realismo fiammingo con la monumentalità della statuaria greco-romana, studiata da Rubens durante il suo soggiorno in Italia (1600–1608).
In particolare, per rendere la potenza anatomica della posa di Cristo, Rubens si ispirò al celebre ‘Centauro’ di Villa Borghese, riprendendo la sua anatomia idealizzata, il torso nudo vigoroso spinto in avanti e le mani legate dietro la schiena, come testimoniano alcuni disegni che il maestro realizzò durante la sua visita a Roma (Imm.2 e Imm.3).
L’opera ottenne fin da subito grande successo, generando copie celebri, varianti di bottega e derivazioni, destinate al collezionismo dell'epoca.
A contribuire alla sua grande diffusione contribuì la stampa di Cornelis Galle II (1615–1678), che permise al disegno di Rubens di circolare capillarmente in tutta Europa, diventando la "fonte primaria" da cui moltissimi pittori fiamminghi e italiani dell'epoca trassero le proprie copie pittoriche (Imm.4).
Tra le versioni d’epoca più celebri possiamo menzionare quella del Staatsgalerie im neuen Schloss Schleissheim (Imm.5 - https://rkd.nl/images/275207 ) e quella della Cultural Heritage Agency (Paesi Bassi), registrata con il codice d'inventario B595, attribuita alla cerchia o alla scuola del maestro, che testimoniano l’immediata diffusione della composizione nelle Fiandre. Possiamo poi menzionare quella del Rijksmuseum di Amsterdam, storicamente legata all'iconografia di Rubens (Imm.6 - https://rkd.nl/images/40088 ), realizzata dal pittore olandese Woutherus Mol (1785–1857).
Sempre d’epoca, possiamo poi menzionare la replica forse più celebre del nostro Ecce Homo, ovvero quella del Museo M Leuven in Belgio (Imm.7 - https://www.mleuven.be/collectie/ecce-homo-0), realizzata da Daniel Seghers tra il 1612 e il 1651, uno dei tanti pittori incaricati di eseguire repliche e copie di dipinti di Rubens su commissione di importanti reali, come la regina di Spagna Isabella di Borbone.

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:
Buono stato di conservazione. Con cornice antica (buono stato, difetti e piccole mancanze).
L'opera viene venduta completa di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.
Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati.
È anche possibile vedere il dipinto nella galleria di Riva del Garda, previo appuntamento, dove saremo lieti di accogliervi per mostrarvi le opere di vostro interesse.
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Contattateci, senza impegno, per qualsiasi informazione aggiuntiva.
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