Castelbarco

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Fima - Federazione italiana mercanti d'arte

Pittore napoletano del Settecento - Cerchia di Paolo De Matteis (1662 - 1728)

Venere e Cupido nella fucina di Vulcano / Diana circondata dalla sue ancelle

Pittore napoletano del XVIII Secolo

Cerchia di Paolo De Matteis (Piano Vetrale, 1662 - Napoli, 1728)


a) Venere e Cupido nella fucina di Vulcano

b) Diana circondata dalla sue ancelle


Olii su tela

73 x 66 cm. - In cornice 77 x 70 cm.

D21-090 € 7.900 richiedi informazioni


I due dipinti in esame, di carattere squisitamente rocaille, sono correlati per il piacevole tema mitologico proposto e facevano presumibilmente parte di un ciclo decorativo più articolato, probabilmente completato da raffigurazioni di altre divinità femminili, emblema di bellezza e virtù.

Nella prima opera Venere è raffigurata nella fucina di Vulcano, suo sposo, mentre controlla le frecce appena forgiate per la minuscola faretra che donerà a Cupido, al suo fianco. La seconda opera vede invece rappresentata Diana, riconoscibile per il simbolo della luna che adorna la sua testa e il cane addormentato con una preda, allusivo al suo riuso di dea della caccia, mentre viene servita dalle sue ninfe, una chinata che le indossa dei sandali e l’altra le serve della frutta.

In base alla particolare forma sagomata ed alla dimensione le opere erano nate come pannelli decorativi incastonati come sovraporte in sale di rappresentanza molto alte o nella sala principale di un palazzo italiano. Ma, a ben guardare, non è da escludere che le tele fossero applicato verosimilmente come decorazione per una portantina o una carrozza da parata in uso ad una famiglia di alto rango.

Il risultato stilistico, di piacevole qualità sia dal punto di vista dell'invenzione compositiva, molto briosa, sia dal punto di vista dell'esecutività, con un disegno ben reso nella resa delle figure, ne avvicina la paternità ad un autore dell’ambiente napoletano della prima parte del Settecento

In particolare, tali tipologie di decorazioni interessano ad esempio l'attività di alcuni pittori tra i quali Giacinto Diano, Francesco de Mura, Filippo Falciatore o Fedele Fischetti.

In particolare, però, la nostra bella coppia di opere si accosta all’esito stilistico di Paolo De Matteis, napoletano di origine ma che dal 1682 al 1683 soggiornò a Roma, esperienza necessaria dato che in quegli anni la cultura artistica a Napoli registrava una felice oscillazione tra un luminoso linguaggio barocco, con influssi cortoneschi, e il superamento del naturalismo in nome di un'adesione al nuovo stile importato dal Giordano.

I dipinti sono completati da due cornici in legno dorate.


Certificato di autenticità fotografico a norma di legge (FIMA).

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