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Valentine Lefèvre (Bruxelles 1637 – Venezia 1677)

Banchetto per le nozze tra Ester ed il re Assuero

Valentine Lefèvre
(Bruxelles 1637 – Venezia 1677)
attribuibile
Banchetto per le nozze tra Ester ed il re Assuero

Olio su tela
cm 72 x 101
in cornice 90 x 120


Letteratura di approfondimento:
- U. Ruggeri, ‘Valentin Lefèvre interprete di Paolo Veronese’, in: D. Rosand (ed.), Interpretazioni veneziane. Studi di storia dell’arte in onore di Michelangelo Muraro, Venice 1984.
- Veronese e Padova. L'artista, la committenza e la sua fortuna. Ediz. illustrata 17 settembre 2014 Aa.Vv.
D21-044 Venduto richiedi informazioni

Per esplicare le caratteristiche di questa magnifica opera è necessario retrocedere di circa un secolo e menzionare la figura di Paolo Veronese, uno dei maggiori artisti del Cinquecento, creatore di una pittura potente e di straordinaria forza comunicativa, capace di influire sulla produzione artistica di tanti contemporanei e d’intere generazioni d’artisti successivi.

I suoi studi furono ripresi e spesso rivisitati da un excursus di artisti di notevole livello: tra i tanti nomi quelli di Girolamo Pellegrini, Francesco Perezzoli, Valentin Lefévre, fino a Sebastiano Ricci, il quale fece del gusto veronesiano la base per la diffusione su scala europea del rococò veneto.

La nostre bella tela, in particolare, raffigurante il banchetto tra Ester e Assuero, è una pregevole opera attribuibile al fiammingo Valentin Lefèvre, eseguita durante il suo soggiorno veneziano. Il cromatismo limpido e armonioso, gli audaci impianti architettonici, la forza scenografica delle composizioni sono gli elementi tipici del grande maestro.

Artista di origini nordiche (nato nel 1642 a Bruxelles), Lefèvre visse a Venezia la maggior parte della sua breve vita. Nel suo lavoro si sintetizzano i diversi caratteri culturali della Venezia del XVII secolo: il raffinato classicismo cinquecentesco si accosta alla meticolosità fiamminga. Il confronto con altre opere del pittore suggerisce una collocazione temporale del dipinto attorno al 1670.

Si tratta di un soggetto descritto nell’Antico Testamento, un episodio dedicato all’eroina ebrea Ester, durante il banchetto in cui il re persiano Assuero annunciò alla sua corte di prenderla in moglie. Divenendo regina, Ester si prodigherà per proteggere il popolo ebraico dalla congiura organizzata da un dignitario di corte, il perfido Aman. La storia della regina Ester era considerata esemplare per le donne del Rinascimento, e questo tema era spesso scelto per decorare gli arredi della camera nuziale dei ceti più abbienti.

Nonostante il tema religioso, il quadro esibisce una natura profondamente laica, facendosi specchio dello sfarzo dei banchetti dell’epoca. Lefevre si rivela uno straordinario regista, capace di orchestrare con armonia una folla di personaggi disposta all'interno della corte di un palazzo. La sua capacità inventiva si concretizza nella ricchezza degli oggetti, nella mutevolezza delle pose e nel contrappunto degli accordi cromatici.

Attorno alla tavola nuziale, dove siedono unicamente gli sposi, si apre uno spazio architettonico costruito con notevole opulenza e dovizia di dettagli, con una scena ricca di personaggi vestiti secondo il costume e la moda delle corti rinascimentali del Cinquecento. Tra loro aristocratici, eleganti convitati, servitori, guardie e persino un nano di corte con una scimmietta, tutti assieme creano un’immagine complessa e fastosa.

L’autore ha riempito la scena non solo di personaggi con i loro sgargianti abiti e gli sfavillanti gioielli, ma anche di oggetti profani, che contribuiscono ad aumentare l’atmosfera sontuosa. Il dipinto è infatti un “emporio” di oggetti di lusso, dalle sculture, al vasellame con i piatti d’oro e d’argento, alle anfore decorate con motivi tratti dalla classicità, fino al tappeto persiano o al drappo in broccato che sovrasta la scena (al cui centro campeggia uno stemma nobiliare).

L'opera è presentata con una stato di conservazione eccellente, completata da una cornice in legno dorata.

Per ulteriori informazioni siete invitati a contattarci. È anche possibile vedere il dipinto nella nostra galleria di Riva del Garda dove saremo lieti di accogliervi per mostrarvi la nostra raccolta di opere.

Dipinto corredato di certificato di autenticità fotografico a norma di legge (FIMA )
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