Castelbarco

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Susanna e i vecchioni

Bottega di Luca Giordano (Napoli, 1634 – 1705)

Bottega di Luca Giordano (Napoli 1634 - 1705)

Possibile Paolo De Matteis (Piano Vetrale, 1662 - Napoli, 1728)

Susanna e i vecchioni

olio su tela
75 x 98 cm
con cornice 89 x 113 cm.

D1251 €7.700 richiedi informazioni

In questo pregevole dipinto è illustrato il piccante episodio, tratto dal libro di Daniele dell’Antico Testamento, nel quale la virtuosa Susanna, moglie di un facoltoso giudeo, è sorpresa da due vecchi dissoluti mentre si bagna in una vasca al centro del giardino del palazzo ove abita. Al suo rifiuto di concedersi alle brame degli anziani, questi la denunceranno con false accuse di adulterio, per essere infine sbugiardati delle loro infamanti menzogne.

Il tema iconografico di ‘Susanna e i vecchioni’ divenne di gran moda nel periodo barocco per i suoi evidenti risvolti erotici, debitamente mascherati dall’origine biblica, e per l’intrinseca esaltazione della fedeltà coniugale e della castità. La rappresentazione di Susanna sorpresa seminuda, che potrebbe avere apparentemente intenti moralistici, fu spesso un pretesto per soddisfare il desidero dei committenti per i soggetti di nudo femminile.

L’opera, sia per quanto concerne la composizione della scena che il carattere delle figure, va collocata nella fiorente produzione della bottega di Luca Giordano. Evidenzia in particolare dei tratti stilistici che ci condurrebbero alla mano di Paolo de Matteis (Piano del Cilento 1662 - Napoli 1728), uno tra i suoi allievi prediletti, capace di tradurre il Barocco del suo maestro in una visione classicista. Dal 1682 al 1683 il De Matteis soggiornò a Roma, esperienza necessaria dato che in quegli anni la cultura artistica a Napoli registrava una felice oscillazione tra un luminoso linguaggio barocco, con influssi cortoneschi, e il superamento del naturalismo in nome di un'adesione al nuovo stile importato dal Giordano.

Dal punto di vista stilistico, per materia pittorica, composizione, pose e fisionomie delle figure, l'opera si colloca in stretta continuità cronologica con il pendant costituito da 'Caino uccide Abele' ed 'Adamo ed Eva piangono Abele ucciso' custoditi allo Statens Museum for Kunst di Copenaghen

In questa equilibrata composizione si rinvengono senza esitazioni i caratteri più tipici della maniera di Paolo de Matteis in una fase matura della sua traiettoria creativa, verso la fine del XVII secolo, nella quale l’influsso di Luca Giordano risulta temperato da una vena classicista mutuata dall’esempio di Guido Reni e Carlo Maratti.

Le condizioni del dipinto sono ottime e permettono di goderne appieno tutta la sua bellezza. Completo di cornice dorata dell’epoca. Le misure della tela sono di 98 cm. di larghezza per 75 cm. di altezza, mentre con la cornice l'opera misura 113 cm. di larghezza per 89 cm. di altezza

Per ulteriori informazioni siete invitati a contattarci.
Dipinto corredato di certificato di autenticità fotografico a norma di legge (FIMA - CINOA)
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