Castelbarco

Galleria Antiquaria

Straordinaria coppia di sculture lignee dorate e policrome

Giovanni Marigliano, detto Giovanni da Nola (Nola 1478 c. - Napoli 1558) attribuite a 

Straordinaria coppia di sculture lignee dorate e policrome, primo quarto del XVI secolo

Giovanni Marigliano, detto Giovanni da Nola
(Nola 1478 circa - Napoli 1558)
attribuite a
Vergine e San Giuseppe

altezze 43 e 44
cm.
O1105 Venduto contattaci


Le due belle sculture si contraddistinguono per la finezza dell’intaglio e per la qualità della laccatura e doratura.

Le opere appartengono a quella cultura rinascimentale che, partendo da Napoli, si sviluppa nell'Italia meridionale, fortemente permeata da modelli artistici toscani, dell'Italia del nord nonché spagnoli.

Si tratta di oggetti destinati ad un grande collezionista di scultura antica, amante in special modo dell’alta epoca. Come è noto infatti a chi coltiva questa passione, seguendo con attenzione il mercato antiquario, non è facile trovare oggetti di quest’epoca e con questa conservazione.

Collocabili tra l’ultimo quarto del Quattrocento e i primi due decenni del Cinquecento, questa coppia di sculture lignee raffigurano la Vergine e San Giuseppe, probabilmente facenti parte di un gruppo scultoreo presepiale raffigurante la Natività.

I Presepi a figure mobili, in legno dipinto con sontuosi motivi tessili, furono una delle tradizioni più consolidate della città partenopea, particolarmente diffusi del Rinascimento. La scuola d’intaglio napoletana, a partire dalla seconda metà del Quattrocento, mantenne fortemente connessa la scultura al concetto di presepe e cominciò a diffondersi l’uso di allestire le rappresentazioni della Natività.

La nostra composizione è ragionevolmente attribuibile alla bottega Giovanni Marigliano, detto Giovanni Da Nola, protagonista della scultura partenopea della prima metà del Cinquecento.

In considerazione di aspetti quali l’intensità espressiva, la qualità d’intaglio e la preziosità delle dorature, siamo propensi ad accostarne la paternità allo stesso maestro, poiché difficilmente compatibili con i modi, spesso più grevi, dei vari collaboratori o seguaci.

Formatosi dall’intagliatore lombardo Pietro Belverte, il giovane Nolano si distinse nei suoi primi anni per una cospicua produzione di sculture lignee. In tali opere emerge chiaramente un’innegabile componente lombarda. Tale cifra stilistica non è comunque disgiunta dall’impatto con le opere di alcuni maestri spagnoli attivi in Italia, quali Alonso Berruguete, Bartolomé Ordóñez e Diego de Siloé, arrivati nella città partenopea nei primi anni del secondo decennio del Cinquecento.


Biografia dettagliata dell’artista su:

http://www.treccani.it/enciclopedia/marigliano-giovanni-detto-giovanni-da-nola_(Dizionario-Biografic...

http://www.ilmediano.com/Giovanni-da-Nola-il-grande-scultore-del-Rinascimento-napoletano/

La Vergine misura 43 cm di altezza per 21 cm di larghezza, San Giuseppe rispettivamente 44 cm per 23 cm, e la loro collocazione ideale potrebbe essere su una base moderna.


Come anticipato, la conservazione è da ritenersi eccellente, in quanto presente ancora la preziosa policromia originale con tracce di antica doratura.


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