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Santa Lucia, Sant’Agata, Santa Caterina da Siena, Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria

Guglielmo Caccia (Monabone 1568 - Moncalvo 1625) e bottega

Pittore piemontese della fine del XVI secolo
Guglielmo Caccia (Monabone, 1568 - Moncalvo, 1625) e bottega

Santa Lucia, Sant’Agata, Santa Caterina da Siena, Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria



Olio su tela
72 x 96 cm.
In cornice 89 x 112 cm.
D22-054 Venduto richiedi informazioni

Vi presentiamo questo splendido dipinto, eseguito tra la seconda metà del XVI ed i primi del XVII secolo con un raffinato gusto pittorico, raffigurante cinque grandi Sante della Chiesa a figura intera, ritratte nella loro giovane bellezza.

Riconoscibili grazie ai rispettivi attributi iconografici, sono Santa Lucia, con i proprio occhi su di un piatto ed il pugnale acuminato, Sant’Agata, che porta su un piatto i propri seni, Santa Caterina da Siena, al centro della composizione con il crocifisso fiorito e le stigmate (presumibilmente la santa a cui la tela è dedicata), Maria Maddalena con il calice dell’unguento ed infine Santa Caterina d'Alessandria con la corona deposta a terra, il pugnale e la ruota dentata oltre alla palma del martirio.

Molto venerate fin dai primordi della Chiesa Cattolica, tali figure femminili divennero soprattutto simbolo della forza della Fede, poiché immolarono le proprie vita per difendere la propria religiosità.

Collocate in un contesto celestiale e illuminato da una luce soprannaturale, si presentano allineate in ordine al proscenio della tela, con i volti sereni e senza traccia alcuna del loro martirio o delle sofferenze subite: la loro dimensione paradisiaca allude ad una Chiesa trionfante senza più ricordo della prova umana della Chiesa militante.

Si tratta di una tipologia iconografica piuttosto diffusa in area nord italiana nel XVI/XVII secolo, ispirata dalle sacre conversazioni, ma senza dare un ordine gerarchico alle effigiate, anche se spesso la Santa posta in posizione centrale era quella considerata principale, mentre le altre quattro venivano disposte in modo chiastico al suo fianco. Tale composizione potrebbe essere stata verosimilmente commissionata per un convento.

L’opera evidenzia gli inconfondibili connotati stilistici e cromatici, nonché la qualità esecutiva, della produzione di Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo”, tra i più celebri ed importanti esponenti della Controriforma piemontese, formatosi nell’ambito della scuola vercellese ma sensibile agli influssi dei grandi artisti del Cinquecento.

Il dipinto, di raffinata esecuzione, probabilmente eseguita dal maestro stesso o con la collaborazione di un suo allievo, è un eccellente esempio della sua impronta stilistica, dominato dall’inimitabile gradazione molto chiara, ed ancora per le lievi lumeggiature dei panneggi, tipiche del lessico del maestro.

Per alcuni dettagli di stile si denota infatti la sua propensione alla tecnica dell’affresco, aspetto che potrebbe far presupporre la tela sia stata una preparazione per un dipinto murale.

Il Moncalvo creò un'attiva bottega di pittura e tra i suoi allievi più famosi c’è la figlia Orsola Maddalena Caccia (che trascorse gran parte della sua vita nel convento delle orsoline di Moncalvo), oltre a Francesco Fea (che diverrà poi suo successore) e Giovanni Crosio, con i quali realizzò numerose pale e tele religiose.

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:

Il dipinto è completato da una piacevole cornice antica ma non coeva.

Il dipinto viene venduto corredato di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.

Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati.

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