Castelbarco

Galleria Antiquaria

Ritratto di giovane gentiluomo

Antoon Van Dyck (Anversa 1599 - Londra 1641), scuola di

Antoon Van Dyck
(Anversa 1599 - Londra 1641)
Scuola di

Ritratto di giovane gentiluomo

I metà del XVII secolo
olio su tela
cm 72 x 62
con cornice 94 x 84
D.1186 €4.800 contattaci

Il dipinto qui esaminato, effigiante un gentiluomo e databile nella prima metà del XVII secolo, è storicamente e culturalmente da collocare nella produzione della bottega del noto pittore fiammingo Antoon Van Dyck (Anversa 1599 - Londra 1641), ritrattista tra i più significativi del suo tempo, grandissimo interprete della civiltà fiamminga del Seicento.

La nostra opera, notevole prova pittorica nel campo ritrattistico, ritrae un giovane uomo di alta estrazione sociale, immortalato secondo la più classica tradizione di impronta fiamminga, di tre quarti, con lo sguardo che scruta intensamente lo spettatore. Osservando la tela, si notino la resa minuziosa ma lieve dei tratti del volto, la nitidezza dei contorni sottolineati dalla luce, la forza espressiva degli occhi.
Il volto, modellato e messo in luce, è fatto risaltare in modo efficace dallo sfondo monocromo. Il viso è caratterizzato da passaggi chiaroscurali che riproducono in maniere verosimile la luce e i suoi effetti; particolarmente significativi in questo senso sono gli occhi, nei quali si riflettono piccoli riflessi della luce, resi con grande maestria.

Dopo un proficuo apprendistato nella bottega di Peter Paul Rubens, nel 1618 Anthony van Dyck si iscrisse alla Gilda di San Luca, dandogli ufficialmente la libertà di lavorare come artista indipendente, e facendo così decollare la sua carriera come pittore di ritratti in modo spettacolare.
Grazie ad una vasta rete di clienti influenti e facoltosi, van Dyck ebbe la possibilità di specializzarsi in un campo in cui avrebbe dovuto diventare molto influente e molto celebrato, divenendo in breve tempo il ritrattista più richiesto in Europa. Fu invitato a Londra già nel 1620, dove lavorò alla corte del re Giacomo I, nonché per l'influente Thomas Howard, conte di Arundel. Già nel 1621 partì per l'Italia dove viaggiò e lavorò per circa sei anni, anche come ritrattista. Al momento del suo ritorno ad Anversa, nel 1627, la sua fama di ritrattista era ormai riconosciuta a livello internazionale, tanto che nel 1631 Van Dyck venne invitato dallo stesso re Carlo I a tornare in Inghilterra come pittore di corte, dove lavorò in modo prolifico fino alla sua morte a Londra nel 1641.

CONSERVAZIONE
L'opera è presentata con una stato di conservazione molto buono, completata da una cornice in legno intagliato.

Corredato di expertise di autenticità (FIMA-CINOA).

Spedizione professionale ed assicurata sotto la nostra responsabilità.
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