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Pala d’altare raffigurante l’Annunciazione

Bottega di Pietro da Cortona (Cortona 1597 – Roma 1669)

Pala d’altare raffigurante l’Annunciazione

Bottega di Pietro da Cortona, nato come Pietro Berrettini (Cortona 1597 – Roma 1669)
Dipinto attribuito ad Ascanio Bariglione (attivo a Roma, 1610-1690 circa)
Datato e monogrammato: NEL 1676/ A B. F(ecit)

Opera corredata da studio critico del Professor Emilio Negro (Bologna 2021)

Olio su tela
186 x 133 cm.
(senza cornice)

D21-141 Venduto richiedi informazioni

Di grande carattere ed eccellente qualità questa preziosa pala del Seicento, che ha per soggetto l’Annunciazione, è opera di un talentuoso pittore attivo a Roma nel pieno Seicento.

Per quanto concerne la destinazione originaria, il formato della tela lascia immaginare che fosse destinata alla devozione privata dei committenti, certamente incastonata in un altare di una cappella privata.

La composizione è davvero magistrale, presentando uno schema iconografico e stilistico consolidato, con l’Arcangelo Gabriele, ritratto in una bellezza sovraterrena, che appare con aria imperiosa mentre porge il supremo annuncio alla Vergine fanciulla; con una mano regge i gigli bianchi, simbolo di purezza e castità, mentre l’altra indica la colomba irradiata di luce, emblema dello Spirito Santo, circondata da uno stormo di angeli svolazzanti tra le nuvole cariche di intensi bagliori e di giochi di luce, in pieno stile barocco.

Altrettanto degno di nota è l’interessante scorcio di paesaggio con cascatella che vediamo oltre la porta, in cui si scorgono alcune figure impegnate a segare un tronco (chiara allusione al mestiere di S.Giuseppe), nonché alcuni elementi architettonici tipici che testimoniano l'origine romana del dipinto: una mole tondeggiante simile a quella di Castel Sant'Angelo, una torre merlata somigliante a quella di Anguillara a Trastevere, e soprattutto la piramide Cestia.

Decisamente inconsueta è la raffigurazione dei due angeli fanciulli, seminascosti delle nubi, che reggono rispettivamente una grossa chiave d'oro e una d'argento di uguali dimensioni: secondo la dottrina cristiana entrambe appartengono a San Pietro ed alludono al potere datogli da Dio di assolvere o scomunicare gli uomini; la prima serviva infatti ad aprire la porta del Paradiso, la seconda quella dell’Inferno.

I caratteri stilistici del dipinto mostrano la sua appartenenza alla cultura figurativa romana del pieno Seicento, distinta da quell'ambiente artistico variegato e internazionale, da cui risalta un’edotta grazia espressiva che, oltre al cosmopolita Barocco di Roma, spazia al cromatismo veneto e padano delle invenzioni compositive di gusto fiammingo.
 
L’opera è intrisa di un gusto equilibrato e classicistico grazie alla composizione costruita fra le due figure, distinguibili per un linguaggio barocco particolarmente potente, solenne, grandioso e spettacolare.

Nel dettaglio appare evidente l’accostamento alle numerose pale d’altare prodotte da Pietro da Cortona, uno degli interpreti della scuola barocca, la cui florida bottega seppe regalare, senza esagerazioni, uno stile spettacolare e pomposo. Il nostro autore deve aver certamente visto e attinto ispirazione dalla composizione con medesimo soggetto che il Cortona realizzò nella sua città natale per la Chiesa di S. Francesco (http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/51717/Berrettini%20Pietro%2C%20Annunciazione).

A confermare la derivazione dai modelli cortoneschi è principalmente la figura dell’angelo, con il suo corpo robusto e le sue ali possenti, che palesa un’ingerenza ancora manierista. Il tema dell’angelo è frequente nell’autore, il quale intende in questo modo rafforzarne la presenza, come custodi della nostra salvezza.

Per tali motivi, e in ragione dell'iscrizione comprendente la data e il monogramma ‘’1676/A B.F(ecit).’’, è possibile ricollegare questa Annunciazione alla mano del pittore romano Ascanio Bariglione, che del Cortona fu presumibilmente allievo ed appartenente prestigiosa Accademia Romana di San Luca.

Artista capace di una cultura pittorica assai complessa e varia, come mostra questa pala d’altare popolata di angeli, il Bariglione seppe coniugare l’ariosa classicità dell'arte dell'Italia centrale del Seicento con il colorismo veneto.

Le condizioni di conservazione dell’opera appaiono eccellenti, perfettamente restaurata; lo strato pittorico non presenta alcun tipo di problema, nonostante le dimensioni della tela.

Come ogni nostro oggetto, l'opera viene corredata di certificato di autenticità e scheda descrittiva.

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