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Paesaggio della campagna romana con figure e rovine del tempio di Vesta

Jacob de Heusch (Utrecht 1656 – Amsterdam 1701)

Pittore fiammingo attivo a Roma nel XVII secolo

Attribuibile a Jacob de Heusch (Utrecht 1656 – Amsterdam 1701)

Paesaggio della campagna romana con figure e rovine del tempio di Vesta


Fine XVII secolo

olio su tela

(cm.) 86 x 169

con cornice 105 x 185


D2017 €14.500 richiedi informazioni

Presentiamo con grande piacere questa vasta ed armoniosa composizione, animata da alcune figure in primo piano sulla sinistra e abbellita al centro da antiche rovine ispirate al “Tempio di Vesta”, situato nelle campagne che circondano Tivoli, e che sembrano, del resto, aver servito da base al paesaggio qui esaminato.

Il dipinto presenta caratteri inequivocabilmente legati alla cultura romana della seconda metà del XVII secolo, mostrando corrispondenze iconografiche e stilistiche, in particolare, con la fortunata produzione di Jacob de Heusch, pittore di origini fiamminghe ma attivo a Roma per oltre un ventennio.

La sua attività nella Città Eterna, che si ispirò inizialmente allo stile di Gaspard Dughet, raggiunse esiti eccelsi nel descrivere con grazia e sensibilità la campagna laziale, studiandone dal vero gli scorci più suggestivi, gli effetti di luce e la lussureggiante vegetazione.

Il dipinto in esame è un esempio affascinante della sua arte: una veduta reale ma idealizzata dell'agro romano, interpretata con sensibilità arcadica, dove lo sguardo può addentrarsi in profondità seguendo una rigorosa sequenza prospettica.

Così come accade in questo dipinto, la perfetta composizione del paesaggio divenne l'oggetto principale della sua opera, con le macchie alberate rese con pennellate libere e veloci, i colori caldi, la resa atmosferica dell'innalzarsi dei cumuli di nubi, il tutto in una composizione ben equilibrata di gusto arcadico pastorale.

Il gusto per il pittoresco, la sensibilità atmosferica, la capacità talvolta di evocare scenari arcadici di sapore settecentesco hanno persuaso la critica a riconoscergli il merito di aver influenzato l'arte di Jan Frans Van Bloemen e Andrea Locatelli.

Il dipinto in esame è un esempio tipico della sua produzione, databile intorno agli anni novanta, quando Heusch raggiunse un equilibrio poetico di particolare eleganza, rievocando i fondali scenici di Claude Lorrain e stemperando il pittoricismo desunto da Salvator Rosa. Documentato a Roma per la prima volta nel gennaio del 1675, De Heusch risulta presente in città nel corso degli anni Ottanta e ancora nel 1692, prima del ritorno in patria dove operò per quasi un decennio.

Autore di numerosi disegni di veduta dedicati alle antichità romane, De Heusch inserisce numerosi motivi dal vero nei suoi paesaggi ideati e nelle sue vedute fluviali; ne è un tipico esempio la composizione qui offerta, in cui la bella veduta è attraversato da un fiume, dove le rovine di un tempio classico che, seppur frutto della fantasia del nostro autore, si ispira al celebre Tempio di Vesta e della Sibilla a Tivoli.

Le ritroviamo in numerose composizioni dell’artista dove inquadrano composizioni fluviali di invenzione, o paesaggio boschivi con rovine.

Opere:

Paesaggio, Galleria Pallavicini, Roma (Lazio, Italia) link:

Paesaggio con monumenti romani, Palazzo Pallavicini Rospigliosi, collezione Coldiretti, Roma link:

Paesaggio con fiume, borgo e figure, Asta Sotheby's 12/06/1968 link:

Paesaggio, Palazzo Pallavicini Rospigliosi, collezione Coldiretti, Roma link:

Paesaggio, Palazzo Pallavicini Rospigliosi, collezione Coldiretti, Roma link:

STATO DI CONSERVAZIONE
Il dipinto si trova in ottimo stato di conservazione, è accompagnato da una cornice dorata.

L’opera, come ogni nostro oggetto, è venduta corredata di certificato di autenticità fotografico a norma di legge.

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