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Naufragio di San Paolo sull’isola di Malta

Cerchia di Luca Giordano (Napoli, 1634 – 1705)

Naufragio di San Paolo sull’isola di Malta

Cerchia di Luca Giordano
(Napoli, 1634 – 1705)

Olio su tela
cm. 68 x 80
In cornice cm. 83 x 95 (non coeva)
D21-079 Venduto richiedi informazioni

Proponiamo con grande piacere questa tela della seconda metà del Seicento, i cui tratti stilistici e di composizione riflettono gli stilemi della lezione napoletana; i colori sono caldi, la gamma cromatica risulta morbida, le pennellate veloci ma precise sono elementi che ci conducono, in particolare, alla produzione di Luca Giordano ed alla folta schiera dei suoi allievi.

Il raro soggetto che vi vediamo raffigurato è il Naufragio di San Paolo a Malta, episodio narrato negli Atti degli Apostoli [At 27:1-44; 28:1-14].

La tradizione vuole che San Paolo sia naufragato intorno al 60 d.C a Malta, durante il viaggio nel quale l’apostolo, insieme ad altri prigionieri, doveva recarsi a Roma per essere giudicato. Perseguitato a Gerusalemme dagli Ebrei a causa della sua predicazione, Paolo si dichiarò cittadino romano appellandosi all’imperatore Cesare com’era nel suo diritto, che gli concedette di trasferirsi alla volta di Roma.

Dopo diversi giorni di navigazione, la sua nave venne colpite da una terribile tempesta e, quando ormai l’equipaggio perse ogni speranza si salvarsi, i marinai avvistano l’isola di Malta. Nonostante la nave venne distrutta dopo aver battuto violentemente contro gli scogli, tutto l’equipaggio riuscì a raggiungere la riva e mettersi in salvo, anche grazie all’accoglienza degli abitanti.

Il colorismo luminoso e chiaro dell'opera in esame è tipico della pittura partenopea tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. La composizione tradisce anche l'influenza del classicismo romano imperante alla fine del Seicento.

Nato a Napoli nel 1634, Luca Giordano fu il grande protagonista dell'arte barocca europea, nonché uno dei pittori più prolifici di tutti i tempi. Formatosi nell'ambito del caravaggismo napoletano, alla bottega di José de Ribera, compì il suo esordio eseguendo dipinti simili a quelli del maestro ma soggetti anche all'influenza di Mattia Preti. Soggiornando a Roma entrò in contatto con l’ambiente di Pietro da Cortona, mentre dopo un successivo viaggio a Venezia, dal 1667, l’artista fece proprie alcune caratteristiche della pittura di Tiziano e del Veronese.

Il suo stile si contraddistinse per magniloquenza, delicatezza e soprattutto una rapidità tale da permettergli di eseguire con la sua bottega una quantità incredibile di opere.
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