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Matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria con San Sebastiano

Ludovico Cardi, detto Cigoli (Cigoli 1559 - Roma 1613), attrib. a

Ludovico Cardi, detto Cigoli
(Cigoli di San Miniato 1559 - Roma 1613), attrib.

Matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria alla presenza di san Sebastiano
(da Antonio ALLEGRI, detto il CORREGGIO)

Periodo romano (1609-1613)
olio su tela

Provenienza: collezione privata

(cm) 103 x 97
con cornice 130 x 125

cornice a cassetta nera con racemi dorati dell'epoca   
D1024 € 14.500 contattaci
Il dipinto proposto è tratto dall’opera omonima di Antonio Allegri (Correggio 1489 circa - ivi 1534), conservata al Museo del Louvre di Parigi. Dipinto per il medico Francesco Grillenzoni di Modena nel 1527, ottenne fin dal Cinquecento un immediato successo ed una fama eccezionale.

Affascinante e degna di nota la storia di tale opera, che rimase a Modena per tutto il XVI secolo, prima di passare a Roma, dapprima alla collezione di Caterina Nobili Sforza (1582) e poi di Scipione Borghese.
Nella metà del Seicento divenne uno dei gioielli della collezione del cardinale Barberini a Roma, che in seguito al suo esilio in Francia, passò al cardinale Mazzarino a Parigi. Com'è noto le collezioni del Mazzarino finirono poi in quelle di Luigi XIV (1665) e quindi della corona francese, che in epoca napoleonica vennero sistemate nel nuovo museo pubblico.

Desiderata e lodata nel corso dei secoli, l'opera affascinò non pochi artisti che vollero rendergli esplicito omaggio, spesso per accontentare le richieste dei più illustri collezionisti d'arte del tempo, che volevano possedere una propria copia.

Ad essa si ispirarono maestri quali Giulio Cesare Procaccini, Annibale Carracci, e Ludovico Cardi, detto Cigoli che la replicò in diverse versioni, une delle quali è oggi conservata nel Museo Civico di Pistoia (vedi dettagli).

Una scrupolosa analisi stilistica e comparativa dedicata nostra tela, databile nei primi anni del XVII secolo, ci ha orientati con elevati margini di certezza a ricondurne la realizzazione proprio al Ludovico Cigoli. Tale attribuzione può essere confermata dai notevoli riscontri con l'ultima fase della sua carriere pittorica e coincidente con il suo trasferimento a Roma, dove rimase fino alla sua morte.

Le fonti e i biografi del Cigoli, che ricordano la sua ammirazione per Correggio, indicano nelle opere di questi anni elementi di novità quali l'eleganza, la teatralità ed un particolare uso del colore caldo e naturale, in antitesi con i toni freddi dei manieristi, e finalizzato ad impreziosire stilisticamente i suoi soggetti.

COMPOSIZIONE: L'opera segue uno schema studiato che risulta di grande raffinatezza: il fulcro del dipinto è rappresentato dalle tre mani della Vergine, del Bambino e della giovanissima santa Caterina d'Alessandria. La scena raffigura l'attimo in cui Gesù Bambino sposa Santa Caterina dandole un anello, simbolo della Fede. Tutti gli sguardi dei personaggi convergono verso questo fulcro narrativo e affettivo, incluso quello del san Sebastiano, ospite inconsueto di questa mistica unione, riconoscibile grazie alle frecce che tiene in mano e che alludono al suo martirio. Sullo sfondo di destra si intravede la scena del martirio del santo. La presenza del santo martire si può spiegare con l'appartenenza alla confraternita di San Sebastiano del committente dell'opera.
Santa Caterina indossa un elegante manto di seta broccata dal quale fuoriesce l'elsa di una spada preziosamente decorata.

STATO DI CONSERVAZIONE: La tela, in ottimo stato di conservazione, è accompagnata da una cornice dell'epoca a cassetta nera con racemi dorati.
L'opera è stata rintelata professionalmente.

Corredata di certificato di autenticità fotografico a norma di legge.
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