Castelbarco

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Maria Maddalena penitente

Maarten de Vos (Anversa 1532 – 1603) entourage di

Maarten de Vos il Vecchio (Anversa 1532 – 1603) entourage di

Maria Maddalena penitente

XVI secolo
Olio su tavola
50 x 34 cm.
65 x 49 cm.

Provenienza: Galerie Turquin Parigi, come da etichetta sul retro

D21-010 Riservato richiedi informazioni

Questa splendida tavola, un’interessante esempio d’arte pittorica fiamminga del XVI secolo, ci mostra una seducente Santa Maria Maddalena, semi nuda per ricordare il suo passato da peccatrice, con i lunghi capelli che scendono sul corpo e lo sguardo colmo di emozione rivolto al Crocifisso, ad evocare il pentimento. Accanto a lei il teschio, la croce e l’ampolla di unguento che la Santa usò per profumare i piedi di Gesù, i tre simboli canonici della sua iconografia.

Tra le sue mani regge un libro aperto sul passo del vangelo di Luca che si riferisce proprio a lei, da cui la citazione in latino riportata in alto "Propter quod dico tibi: Remittuntur ei peccata multa, quoniam dilexit multum" (Luca, 7).

Questa sua raffigurazione, che trae ispirazione dall’episodio della Leggenda aurea secondo cui, dopo la morte di Gesù, la Maddalena si ritirò in eremitaggio in una grotta della Provenza vicino all’attuale La Sainte-Baume (di cui uno scorcio sullo fondo) , avrà particolare fortuna a partire nel Cinquecento.

Plasmando l’immagine secondo i criteri tipici della pittura fiamminga, il nostro autore dona alla figura una fisicità nuova: peccatrice e nello stesso tempo penitente, viene ritratta nell’ambivalenza di sacro e profano, con un equilibrio tra la sensualità della peccatrice e la sua ascesi spirituale.

L’opera, entrando nel dettaglio, si rifà ad un dipinto creato da Maerten de Vos (Anversa 1532 – 1603), oggi perduto, e reso poi celebre da una serie di incisioni di Johannes Wierix (Anversa 1549 - Bruxelles 1620): una delle quali oggi conservata al Metropolitan Museum of Art di New York (https://www.metmuseum.org/art/collection/search/392335), un’altra al Rijksmuseum di Amsterdam, (https://www.rijksmuseum.nl/en/collection/RP-P-1907-3905), riportate di seguito (imm.1 e 2).

Nell’osservare l’opera, eseguita su tavola di rovere come nella consueto nell’area delle Fiandre, ed i suoi particolari, ne emerge una superba qualità esecutiva, da cui emerge la brillantezza dei colori, l’attenzione ai dettagli e un’accentuata precisione figurativa. Tali elementi ne ricondurrebbero l’operato alla mano di un pittore fiammingo gravitante attorno a Maerten de Vos (Anversa 1532 – 1603), su diretta ispirazione del modello creato dal maestro.

Come emerge perfettamente dalla nostra opera, de Vos seppe ben amalgamare il tradizionale gusto fiammingo con i caratteri manieristi italiani, ereditati dal suo apprendistato presso la bottega di Frans Floris e dal suo viaggio in Italia.

Lo stato di conservazione è eccellente.

Il dipinto viene venduto corredato di certificato di autenticità.
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