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Maestro lombardo del Cinquecento - Giovanni Battista Moroni (Albino 1522 - 1579), bottega

Ritratto di notabile con lettera

Maestro lombardo del Cinquecento
Giovanni Battista Moroni (Albino 1522 - 1579), bottega

Ritratto di notabile con lettera

Olio su tela, cm. 81 x 66
In cornice 97 x 82

Provenienza: Farsetti Prato (09/10/2020) Importanti Sculture e Dipinti antichi provenienti da prestigiose committenze private, da Villa Mansi di Lucca
D21-055 € 13.000 richiedi informazioni

L'effigiato del presente dipinto, di cui non conosciamo l’identità, ci illustra quei tratti di severità, rigore morale e austerità tipici della ritrattistica del Cinquecento. Il suo fascino si allinea al carattere ed alla forte tempra con cui è stato abilmente immortalato dall’autore, ripreso come appena dopo un attimo di disattenzione, mentre sta recuperando il filo dei suoi pensieri.

Indossa un'abito di incredibile maestosità, abbigliato alla moda dell'epoca, e potrebbe essere un notaio, un procuratore o un ricco commerciante. Porta un farsetto rosso, arricchito da una lunga fila di bottoni: le maniche del vestito sono di incredibile fattura, imbottite, ampie e ricche di pieghe. Sopra al farsetto è presente un pesante robone scuro foderato di visone (la pelliccia è un elemento di grande importanza nell'abbigliamento di questo secolo) senza maniche, tipica sopravveste del XV-XVI secolo.

Si presenta seduto su una sedia dantesca foderata in velluto verde smeraldo (arredo allusivo all’affermazione del suo rango sociale) leggermente di profilo, con un'espressione severa ed autoritaria. La mano sinistra tiene un un manoscritto, mentre la destra, con un anello sul mignolo ben in vista, poggia sul bracciolo.

L’affascinante ritratto presenta qualità pittoriche elevate, distinte da un’osservazione fotografica del volto e dei particolari degni di un grande maestro del Rinascimento lombardo, in base a caratteri stilistici, attivo presumibilmente tra Milano, Bergamo e Brescia.

L'immagine evidenzia infatti quella severità 'controriformata' tipica della ‘’ritrattistica naturale’’ dei pittori attivi in quest’area nel Cinquecento, non più vincolati alla visione rinascimentale di bellezza ideale. Visione che, in questo caso, viene interrotta aderendo ad un verismo che include austerità d'intenti e forza naturalistica, il cui risultato sono ritratti, come quello in esame, di grande impatto e carattere.

Per quanto riguarda l’attribuzione, dopo averne scrupolosamente indagato i caratteri di stile, siamo propensi a confermarne il collegamento alla bottega del grande ritrattista bergamasco Giovanni Battista Moroni (Albino 1522 - 1579). Si vedano a tal riguardo, tra i ritratti del Moroni (1520 ca. - 1578): il ‘Ritratto del Cardinale Albani’ (Bergamo), ‘Vecchio seduto’ (Bergamo), ‘’Ritratto di giovane (Milano, Brera), ’Giovane gentiluomo’ (Ottawa).

L’espressività e la sapiente regia luministica evidenziano la qualità dell'opera ed avvalorano l'ipotesi attributiva a questo straordinario autore, la cui fama si estendeva oltre i confini lombardi, per arrivare persino a Venezia, tanto che il Tiziano stesso induceva i governatori veneziani residenti a Bergamo a non mancare di farsi ritrarre dall'artista.

Anche se poco percepibile dalle foto, l’artista ha reso con meticolosità il tessuto dell’abito e della pelliccia, oppure i dettagli del volto ed ancora delle mani, la nitidezza dei contorni sottolineati dalla luce, così come la forza espressiva degli occhi.

Osservando il ritratto è agevole rilevare che, nonostante l’autore sia ancorato ad una condotta naturalistica prettamente lombarda, aderente pertanto alla maniera ereditata da autori come Giovanni Gerolamo Savoldo (1480 – 1540), Alessandro Bonvicino il Moretto (1498 – 1554), Girolamo Romani il Romanino (1485 – 1566), riesce sapientemente a guardare, elaborandoli, ai vicini modelli veneti, in particolare gli esempi di Tiziano Vecellio (1488 – 1576) e Jacopo Palma il Vecchio (1480 – 1528), le cui suggestioni emergono con forza.

Il dipinto rivolge però lo sguardo anche al mondo nordico e tedesco, ed in particolare ci permette di captare, seppur alla lontana, quella genialità di Albrecht Dürer (1471 – 1528) o Lucas Cranach il Vecchio, che sappiamo estesero la loro influenza anche in Italia, e proprio in Lombardia e Veneto.

L'opera è presentata con una stato di conservazione molto buono. Perfettamente pulito. Completa di cornice a cassetta, non coeva.

L'opera, come ogni nostro oggetto, viene venduta corredata da un certificato fotografico FIMA di autenticità e lecita provenienza, identificando l’opera ed apportandovi un valore aggiunto.

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