Castelbarco

Galleria Antiquaria

La Deposizione dalla Croce

Pittore romano del XVII secolo - Daniele da Volterra (1509 – 1566), seguace di

La deposizione di Cristo dalla croce

Pittore romano del XVII secolo
Daniele da Volterra (Volterra 1509 – Roma 1566), seguace di

olio su tela
cm. 84 x 64
con cornice 96 x 76
D1128 Venduto contattaci

Il dipinto proposto, opera di un talentoso pittore attivo a Roma nel XVII secolo, riprende in maniera fedele la celebre deposizione di Daniele Ricciarelli, noto come Daniele da Volterra (1545 - 1545) ed allievo più fedele di Michelangelo.

Si tratta di uno dei capolavori assoluti del manierismo romano, realizzata su committenza di Elena Orsini per la sua cappella a S.Trinità dei Monti.

La composizione, che già al primo sguardo riuscito’ ad offrire una sintesi perfetta tra la monumentalità michelangiolesca e l'eleganza delle figure di Raffaello, venne considerata già ne XVI secolo un capolavoro di virtuosismo pittorico.

Questa deposizione divenne quindi un documento essenziale per la formazione dei giovani artisti, una delle opere di riferimento a Roma e maggiormente studiate nei secoli seguenti.

Se ora si focalizza l’attenzione sull’autore della nostra tela, non si può che appurarne la straordinaria dovizia esecutiva, nonché l’utilizzo di pigmenti pittorici di elevato livello, segno che dovesse appartenere ad una bottega di alto rango. Ad emergere è senza dubbio il prezioso pigmento blu lapislazzuli, che rende di un azzurro sfavillante la veste della Madonna e le maniche della veste dell'uomo col turbante che dall'alto sorregge un braccio di Cristo

Dal punto di vista compositivo, si rimane estasiati dalla teatralità della scena: un nugolo di persone che con le quattro scale appoggiate alla Croce
si arrampicano, si sporgono, si allungano con movimenti precari, per far scendere lentamente il corpo di Cristo. Dalla figura di Cristo, lo sguardo si posa verso il gruppo delle donne, distratte dal fulcro della scena, e totalmente assorte a portare aiuto alla Madonna straziata e riversa a terra, in primo piano; A fare da trait d'union tra i due gruppi di personaggi, il giovane Giovanni, in piedi sulla sinistra, con il suo volto di richiamo michelangiolesco.

Degno di nota l’effetto che il nostro artista ha saputo rendere alla vitalità dei movimenti, alla contrazione della muscolatura dei personaggi, alla forza che ha impresso nei loro corpi, aspetti che accrescono l’intensità dell’effetto complessivo.

Note finali:
Su consiglio della nostra consulente di restauro, abbiamo deciso di intervenire unicamente con una pulizia superficiale dello strato pittorico, confermando l’ipotesi di un risultato che ne avrebbe amplificato la bellezza; l'opera ha riacquistato la sua antica leggibilità, i colori originali, la linearità che definisce i panneggi. Come anticipato, il prezioso blu lapislazzuli ad esempio, prima prima grigio-azzurro è ora riemerso con il suo antico splendore.
Su richiesta le immagini prima della pulizia.
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