Castelbarco

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L'Ultima Cena

Jacopo Marieschi (Venezia, 1711 - 1794)

Pregevole dipinto raffigurante l'episodio dell’Ultima Cena, opera di scuola veneziana del Settecento, attribuibile all'operato di Jacopo Marieschi (Venezia, 1711 - 1794),

olio su tela


Dimensioni: cm. 78 x 67

con cornice cm. 88 x 77

D20-112 €5.900 richiedi informazioni


Configurabile come un pregevole esempio della scuola pittorica veneziana del Settecento, il dipinto proposto, che raffigura l’episodio evangelico dell’Ultima Cena (Vangelo di Giovanni 13:21), è attribuibile alla mano di Jacopo Marieschi (Venezia, 1711 - 1794), uno tra i più valenti allievi, nonché stretto collaboratore, di Gaspare Diziani.

Dal punto di vista attributivo, le sue prime opere risentono incredibilmente dell'influenza del maestro, tanto da rendere spesso faticosa una distinzione tra le realizzazioni dell’uno e dell’altro. Durante il quinto-sesto decennio, l'artista sviluppò invece uno stile più autonomo, in cui evolve la sua pittura sulla scia del Ricci, impiegando una luminosità ed un cromatismo pienamente settecenteschi, per poi accostarsi nel settimo decennio, soprattutto per la realizzazione delle grandi tele devozioni, alla nitidezza cromatica di Giovanni Battista Tiepolo.

Tornando  alla nostra bella tela, si tratta di un’opera di grande interesse e fascino: questo grazie al suggestivo tema trattato, ma anche all'estrema attenzione che l’autore conferisce alla resa della concitazione del momento, con le varie espressioni degli apostoli sorpresi e sconcertati all'annuncio dell'imminente tradimento di uno di loro.

Infine è certamente degna di nota la particolare scelta compositiva: Cristo si trova seduto, eccezionalmente, su una poltrona all’estremità destra del tavolo, e non come tradizionalmente accade al centro dei suoi apostoli. Questo particolare sposta l’attenzione sulla parte destra della scena, destabilizzando ma sorprendendo piacevolmente l’osservatore, colto dalla scenta inusuale del pittore.

Tra gi apostoli si riconosce Giuda in primo piano, di spalle rispetto allo spettatore, con in mano la borsa delle monete. Piccolo particolare degno di nota, che riguarda propio l’apostolo traditore, è lo sgabello sul quale è seduto, e dal particolare delle gambe delle zampe ferine, terminanti con degli artigli pronunciati.

Di grande fascino, infine, l’ambientazione che fa da teatro alla scena: siamo all’interno di un sontuoso palazzo, dalle alte colonne corinzie che terminano con un arco sulla sinistra, rivelandoci la vista del cielo notturno illuminato dalla luna piena, il cui chiarore viene proiettato direttamente sul candore della tovaglia del tavolo e sulla figura di Cristo.

Opera in eccellenti condizioni di conservazione.


L'opera, come ogni nostro oggetto, è corredata di certificato di autenticità fotografico a norma di legge.

Per qualsiasi ulteriore informazione, siete invitati a contattarci.

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