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L’incendio di Troia con Enea che porta in salvo il padre Anchise

Cerchia di Alessio de Marchis (Napoli, 1684 - Perugia, 1752)

L’incendio di Troia con Enea che porta in salvo il padre Anchise

Cerchia di Alessio de Marchis (Napoli, 1684 - Perugia, 1752)


Olio su tela
cm. 61 x 87
In cornice cm. 78 x 105
D21-062 € 4.400 richiedi informazioni

Nella tela qui proposta, databile intorno alla metà del Settecento, è illustrato l’episodio della conquista di Troia da parte dell’esercito greco di Ulisse che, dopo dieci anni di assedio, riusciva ad espugnarla dandola alla fiamme.

Lo stile che ne caratterizza la pittura ci ricollega all’operato di un autore affine alle opere di Alessio De Marchis. Potrebbe trattarsi anche di un fiammingo attivo in Italia, ispirato all’ultima fase della pittura del De Marchis, quando gli influssi del paesaggismo romano, espressi con pennellate veloci, vibranti e matericamente brillanti, si diluiscono attraverso un linguaggio settecentesco non privo di gusto veneto e reminiscenze napoletane.

Sebbene sia più conosciuto per la realizzazione di paesaggi dal più canonico gusto arcadico, gli “incendi” di Alessio del Marchis furono molto richiesti all’epoca, per il fascino che sapeva imprimere in tale soggetto. Quando, confinato a Urbino e passato poi a Perugia, realizzò ancora opere con questo tema è da credere che gli fossero richieste anche perché appagavano la curiosità dei committenti nei suoi confronti. Le fonti biografiche infatti ci riportano che fu incarcerato presso Castel Sant'Angelo poiché causò un incendio, appiccato per studiare e dipingere in modo più realistico il fuoco.

Grazie all’aiuto del cardinale Annibale Albani venne liberato ma fu costretto a recarsi ad Urbino, patria dei suoi protettori.

Testimonianza della passione di De Marchis per un soggetto molte volte replicato, il dipinto rende l’impeto della furia del fuoco che s’innalza dalla città quasi del tutto disfatta, tingendo l’atmosfera di “arie fosche e giallicce”.

Il de Marchis dipinse diversi paesaggi con incendi, tra cui, a titolo comparativo possiamo citare due incendi di città, uno di proprietà della Banca Popolare Pesarese e Ravennate, l’altro a Perugia, nel Museo della Cattedrale (entrambi pubblicati da A.Emiliani, 1992, pp. 129 - 130). E' conservato inoltre a Urbino, nella Galleria Nazionale delle Marche, un "Notturno con casolare in fiamme", ulteriore utile raffronto per approfondire lo studio dell'opera qui proposta. Ed infine un Incendio di Troia un tempo nella collezione Semproni a Urbino.

Nel nostro dipinto è mostrata la città di Troia, in notturna, illuminata dalle fiamme, messa in risalto da un chiaroscuro giocato sulle tonalità del rosso e del nero, con gli edifici inghiottiti dal fuoco e le alte fiamme che divampano creando delle colonne di fumo che si congiungono in cielo.

In basso a destra è anche possibile identificare la figura di Enea che decide di darsi alla fuga dalla città portando via con sé la sua famiglia, cioè l'anziano padre Anchise, che porta in braccio, il piccolo figlio Ascanio e sua moglie Creusa.

Come ogni nostro oggetto, l’opera viene corredata di certificato di autenticità e scheda descrittiva (FIMA).
Per qualsiasi informazione, non esitate a contattarci.
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