Castelbarco

Galleria Antiquaria

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L'allegoria della scultura

Scuola veneziana del Settecento

Pittore veneziano del XVIII secolo
Ambito di Pietro (Venezia 1701-1785) e Alessandro Longhi (Venezia 1733–1813)

Lo studio dello scultore (come allegoria dell’arte della scultura)


Olio su tela, 75 x 98 cm.
In cornice 82 x 105 cm.
D21-008B € 6.800 richiedi informazioni

Il vivace e luminoso cromatismo, l’elegante delinearsi delle figure e il particolare gusto scenografico sono caratteri che permettono di attribuire l’esecuzione di questa bella tela ad una delle numerose botteghe pittoriche veneziane, impegnate nel corso del Settecento nella decorazione delle più importanti residenze nobiliari dell’epoca.

Il dipinto mostra un giovane scultore ben vestito che lavora con un martello e uno scalpello, intento a  modellare il busto di un imperatore, coronato d'alloro. Sta ricevendo la visita di una giovane donna elegantemente vestita con un cappello rosso e un ventaglio in mano, con un accompagnatore. Sulla parete alle loro spalle, con una colonna, sono appese vari frammenti scultorei, sempre ispirare alla classicità romana.

Sebbene il soggetto del presente dipinto sia di intento allegorico, nei volti estremamente definiti e caratterizzati dei personaggi, in particolare dell’artista nel suo atelier e della gentildonna al suo fianco, possiamo verosimilmente riconoscere dei ritratti, presumibilmente dei committenti. Era infatti piuttosto frequente nel Settecento che i membri del patriziato veneziano amassero vedersi all’intento dei dipinti, non sono in aulici ritratti da parata, ma come soggetti immortalati nelle proprie occupazioni quotidiane o passatempi.

Si ricordi inoltre che nel Settecento il fascino di Venezia era una delle imprescindibili tappe dei giovani protagonisti del Grand Tour, per via delle sue ricchezze artistiche. E per i viaggiatori, spesso britannici, del 18esimo secolo, il ritratto in costume nella bottega di un artista poteva essere il perfetto souvenir da ripotare in patria una volta terminato il viaggio.

Spostando l’attenzione al contesto attributivo, rispetto alla tradizionale collocazione nell’ambito di Pietro Longhi, noi siamo maggiormente propensi ad avvicinare la tela allo stile del figlio Alessandro, secondo un filone illustrativo peculiare alla sua indole di raffinato narratore. Si inseriscono infatti perfettamente in quel gruppo di composizioni in cui l'autore, sulla scia del gusto paterno, descrive e interpreta scene di vita quotidiana dei nobili veneziani.

L'analisi espressiva dei volti, la ricchezza dei dettagli e la ricercata descrizione dei ricami delle vesti, non impediscono poi di sottolineare con realismo il carattere e l'introspezione psicologica degli effigiati. Tipico della bottega dei Longhi è l’utilizzo di una tecnica particolare, sovente priva di procedimenti disegnativi, costruita su teneri impasti di colore, lavorati con minuti tocchi di pennello che esaltano la resa delle stoffe lavorate, trasmettendone la preziosità.

L'opera è presentata con una stato di conservazione molto buono, completata da una cornice antica in legno dorato

Dipinto completo di certificato di autenticità a norma di legge.
Per qualsiasi informazione, non esitate a contattarci.
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