Castelbarco

Galleria Antiquaria

Il rapimento della principessa Europa

Giacinto Gimignani (Pistoia 1606 - Roma 1681)

Scuola romana della prima metà XVII secolo
Giacinto Gimignani (Pistoia, 1606 - Roma, 1681), bottega

Rapimento di Europa

olio su tela (cm.) 75 x 98
con cornice in legno dorato incisa a foglie, del XVIII secolo
D2019 €7.900 contattaci

La meravigliosa ed elegante opera proposta mette in scena il mito greco del rapimento della principessa fenicia Europa (anche detto Ratto di Europa) da parte di Zeus, nelle spoglie di un toro, così come descritto dal poeta latino Ovidio nelle sue Metamorfosi.
Il dipinto è opera di un pittore romano della prima metà del Seicento, affine per stile e composizione al pistoiese Giacinto Gimignani (Pistoia 1606 - Roma 1681).

Viene raffigurato il momento drammatico in cui Giove rapisce la principessa Europa, dopo essersi trasformato in un toro, fuggendo verso l’isola di Creta. La fanciulla è abbigliata con una lunga veste che ne lascia intravedere i seni, sulla testa reca una corona floreale.

Europa, travolta dall’evento e dalla velocità dell'azione, volge spaventata la testa verso la riva del mare con una torsione del corpo. La fanciulla si regge alle corna del toro, che con impeto corre di gran foga fra le onde agitate del mare. Le quattro ancelle sulla riva vengono rappresentate nel momento di disperazione, allargando le braccia e protendendole verso la loro principessa.

L’autore mostra una visione drammatica del mito: Europa si dimena cercando di sfuggire al Dio. La posizione della fanciulla seduta alla amazzone con la gamba destra piegata, il movimento delle braccia, ricambiato dalle sue servitrici, dona all’intera scena una forte idea di dinamicità e tensione. Anche la luce livida, fredda, che avvolge il dipinto, serve ad enfatizzare questa sensazione.

L’impostazione ed il rigore dello stile, la qualità pittorica e la brillante gamma cromatica che si apprezzano nel dipinto, sono caratteri che accomunano la produzione di Gimignani, operante per quasi tutta la sua carriera a Roma. Quest'opera appartiene in toto allo stile dell’autore, che dipinge con pennellate veloci conferendo ai dettagli molta espressività.

Formatosi come pittore e incisore presso la bottega del padre a Pistoia, intorno al 1630 (poco più che ventenne) lasciò la città natale per Roma, città nella quale, dopo un periodo di stretta adesione alla pittura di Pietro da Cortona, intraprese la via di un classicismo atteggiato e composto, in evidente sintonia con la pittura praticata a Roma da Nicolas Poussin. Sono proprio questi due nomi che influenzeranno congiuntamente lo stile di Gimignani per tutta la sua carriera.

La tela, ancora quella d'origine, si trova in ottimo stato di conservazione.

L'opera è accompagnata da una cornice in legno dorato incisa a foglie, del XVIII secolo, in ottime condizioni.


L'opera, come ogni nostro oggetto, è corredata di certificato di autenticità fotografico a norma di legge.

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