Castelbarco

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Il pentimento di San Pietro

Olio su rame di inizio '600, Scuola di Guido Reni

Scuola di Guido Reni (Bologna, 1575 - 1642)

San Pietro Apostolo ed il gallo
(o Il Pentimento di San Pietro)

Maestro attivo a Roma agli inizi del XVII secolo

olio su rame,
22 x 16 cm.
con cornice 29 x 25
D1259 Venduto richiedi informazioni

Questo prezioso ramino, che si distingue per un’elevata ricercatezza tecnica ed esecutiva, rappresenta il ‘Pentimento di San Pietro’. Soggetto evangelico molto frequente nella pittura italiana del Seicento, delinea uno dei momenti più intensi dei racconti della Passione, contraddistinto da un profondo senso religioso e carico di photos.

L'immagine esprime perfettamente il pentimento di Pietro derivante dal rimorso di aver rinnegato e tradito Cristo. Dopo l’arresto del Maestro, per tre volte Pietro venne accusato dai presenti di esserne discepolo, ma ogni volta egli negò senza esitazione. L'apostolo, circondato dai suoi attributi iconografici tipici (catene, chiavi, libro e gallo), è raffigurato nell'atto di pentirsi, piangente, con le mani congiunte in preghiera e lo sguardo estatico rivolto in direzione del Cielo ad invocare il perdono divino.

Riportiamo il passo del Vangelo di Marco (Mc 14, 66-72)
‘’[66] Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote [67] e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: “Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù”. [68] Ma egli negò: “Non so e non capisco quello che vuoi dire”. Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò. [69] E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: “Costui è di quelli”. [70] Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: “Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo”. [71] Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo che voi dite”. [72] Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: “Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte”. E scoppiò in pianto.’’

La paternità dell’opera è da collegarsi ad un pittore attivo a Roma nei primi del XVII secolo, la cui mano denota capacità tecniche ed esecutive di alto livello, con influenze stilistiche che non possono che ricordare il maestro Guido Reni.

L'accostamento del dipinto al corpus reniano è sostenibile sia dal punto di vista tipologico che da quello stilistico, la figura del vecchio ricorda infatti nei tratti somatici molti altri ritratti di San Pietro del pittore.

Il pentimento di San Pietro fu un soggetto frequentemente elaborato dal Reni e dalla sua bottega, con numerose e significative varianti: tra le più note si annoverano quella custodita alla Galleria Doria Pamphjli e alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini a Roma, alla Galleria Pitti di Firenze,
nonché quelle del Museo del Prado a Madrid, del Kunsthistorisches Museum di Vienna ed infine dell'Ermitage di San Pietroburgo.

La nostra opera, di smagliante pittoricismo, presenta una esecuzione scioltissima, energica e corposa; si esprime inoltre con un’incidenza luministica di grande rilievo, nella quale si muovono con leggerezza i panneggi del manto, mentre la luce irradia intensamente ogni singolo dettaglio del Santo, in un effetto chiaroscurale di memoria caravaggesca.

L'opera si trova in ottimo stato di conservazione.
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