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Giovanni Andrea Ansaldo (Genova, Voltri 1584 - Genova 1638)

L’Annunciazione

Giovanni Andrea Ansaldo

(Genova, Voltri 1584 - Genova 1638)

 

L’Annunciazione


Olio su tavola

cm. 100 x 82, in cornice cm. 111 x 93


D22-040 Venduto richiedi informazioni

La bella Annunciazione che vi mostriamo è opera di Andrea Ansaldo, uno dei pittori più interessanti del primo Seicento genovese, mediatore tra la grande tradizione cinquecentesca locale e i nuovi modelli di stile che artisti stranieri andavano proponendo all’esigente committenza cittadina.

Dalla sua formazione, improntata sui modelli della tardomanieristi toscani del Barocci, l’autore esplica nella pittura una interessante commistione tra gli stili di Rubens o di Anton van Dyck, da cui riprese la vivacità coloristica, e quelli dei maestri lombardi della Controforma, come i milanesi Cerano e Giulio Cesare Procaccini, ed ancora con le ampie e colorate composizioni del veneziano Paolo Veronese.

Le dimensioni della nostra tavola ci suggeriscono sia stata commissionata per una destinazione privata, più precisamente devozionale. Possiamo menzionare, a confronto, un’opera di soggetto analogo, pubblicata nel catalogo del pittore curato da Margherita Priarone (Andrea Ansaldo 1584-1638, Genova 2011, cat. 40, p. 265) (fig. 1).

Una grande tela, raffigurante sempre un’Annunciazione, fu poi realizzata dall’Ansaldo per la Chiesa di Sant'Ambrogio a Voltri, località vicina a Genova, intorno al 1630 (fig. 2).

Ed è proprio con tale opera che il nostro dipinto mostra maggiori affinità, sia per la ricerca del gioco ombra-luce, sia per l'inserimento di scorci arditi, sia per alcuni dettagli, come il gruppo di angioletti dalla fisionomia un poco buffa.

In tali opere possiamo facilmente ritrovare tutti i capisaldi su cui si fonda la dialettica del pittore.

Dal punto di vista dello stile, emerge la ricercata resa luministica e cromatica, con l’utilizzo di una tavolozza mai banale, mentre per quanto concerne la scelta compositiva, nelle sue creazioni l’autore ama l’inserimento di elementi architettonici, prospettive molto ricercate e scorci azzardati per le figure.

Quest’ultimo aspetto si nota nell'angelo in volo, reso con virtuosismo, la cui posa trasmette la sensazione di leggerezza insita in queste figure incorporee.

Quanto invece all'inserimento di elementi architettonici, non possiamo non menzionare il bellissimo dettaglio dello studiato inginocchiatoio in primo piano: a tal riguardo si veda il suggestivo confronto con il disegno preparatorio per un'incisione realizzato dall’Ansaldo ed ora dell'Albertina di Vienna (figg. 3-4), databile al 1620, anno in cui si può approssimativamente collocare l’esecuzione della nostra preziosa tavola.

fig.1, fig.2, fig.3-4


Il dipinto si presenta in buono stato di conservazione, con una bella cornice in legno dorata.


Dipinto corredato di certificato di autenticità fotografico a norma di legge.

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