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Deposizione di Cristo nel sepolcro

Bartolomeo Schedoni (Modena, 1578 – Parma, 1615) bottega di

Bartolomeo Schedoni
(Modena, 1578 – Parma, 1615)
bottega di

Deposizione di Cristo nel sepolcro

primi del XVII secolo
olio su tela

Dimensioni (cm): 115 x 140

Provenienza: Collezione privata romana
D1031 Venduto richiedi informazioni

Condividiamo un'opera di grande importanza, capace di entusiasmare qualunque conoscitore o collezionista di opere di questa caratura.

Parliamo di un dipinto ad olio su tela degli inizi del Seicento, che ripropone la celebre Deposizione di Cristo, realizzata da Bartolomeo Schedoni tra il 1613 e il 1614 per il duca Ranuccio Farnese, oggi custodita alla Galleria nazionale di Parma.

Operante in Emilia nei primissimi anni del XVII secolo, straordinario interprete dell’insegnamento esercitato dalla diretta osservazione della pittura del Correggio e successivamente in grado di elaborare in maniera complessa il linguaggio caravaggesco, Schedoni punta a creare un'opera fortemente coinvolgente dal punto di vista emozionale, impiegando un uso teatrale del colore, delle luci e della gestualità dei suoi personaggi.

La tela proposta è opera di un artista della bottega di Bartolomeo Schedoni, con grandi probabilità eseguita sotto la supervisione dello stesso grande maestro; più incerto è stabilire se sia stata dipinta come preparazione per l’opera destinata al duca Farnese, oppure realizzata in un momento immediatamente successivo.

La bottega dello Schedoni, operativa prima di tutto per la corte farnesina poteva, in casi eccezionali e naturalmente dietro autorizzazione ducale, accogliere le richieste di eventuali altri committenti della corte. Tali concessioni erano spesso volte a beneficiare luoghi religiosi, ma anche componenti della cerchia di amicizie del nobile parmense.

La vera magia del dipinto è l'uso personalissimo che il pittore fa della luce e dei colori, con gli effetti chiaroscurali che ne accentuano la tridimensionalità. L'artista si dimostra qui in grado di indicare una via originale e intensa della pittura barocca. I gesti bloccati, la luce violenta, i rossi accecanti ed il nitore dei dettagli producono un effetto quasi metafisico.

Un’atmosfera quasi innaturale illumina i personaggi, che emergono dal fondo cupo di un cielo denso di nubi scure, disponendosi in primo piano come su un palcoscenico teatrale direttamente di fronte allo spettatore. Ogni singolo gesto assume toni di drammatica e partecipe disperazione, la cui concitazione è rafforzata dai movimenti tesi delle mani.

Il corpo muscoloso di Cristo, ancora pieno di vigore, domina la scena, mentre San Giovanni gli sorregge la testa ripiegata all’indietro. La figura di Maria, appena percettibile, appare ripiegata su se stessa con il volto nascosto dal manto blu e sostenuta dall’abbraccio di una delle pie donne, mentre l’altra con il manto rosso cerca conforto nel dialogo con Giuseppe d’Arimatea. All’estrema sinistra della scena, il gesto disperato di Maria Maddalena accompagna l’atto di Nicodemo, che sfila energicamente il lenzuolo dal corpo del Cristo.


Le condizioni di conservazione dell’opera appaiono eccellenti, lo strato pittorico non presenta alcun tipo di problema, nonostante le dimensioni della tela.

Come ogni nostro oggetto, l'opera viene corredata di certificato di autenticità e scheda descrittiva.
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