Castelbarco

Galleria Antiquaria

Cristo deposto dalla Croce

Scuola veneta, inizi del XVII secolo

Cristo deposto dalla Croce (con figure di committenti eponimi in primo piano)

Scuola manierista veneta del Seicento
da Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (Venezia, 1548/1550 circa - 1628)

Olio su tela
53 x 36 cm.
Con cornice 62 x 45 cm.
D2014 Venduto contattaci

Questo piccolo gioiello di scuola veneta, di forte carattere e ricco dal punto di vista compositivo, è un’opera eseguita nel Seicento, in area veneziana. Esaminandone le caratteristiche stilistiche, troviamo grandi consonanze con le realizzazioni della bottega del veneziano Jacopo Negretti, detto Palma il Giovane.

La sua pittura, ed il fascino che ne deriva, è il frutto della commistione di influenze diverse: quella della scuola veneta di Tiziano e Tintoretto, e quella fiorenitino-romana di Raffaello e Michelangelo, che ebbe modo di apprendere durante i quattro anni del suo soggiorno romano.

A soli vent’anni entrò al servizio, prima ad Urbino e poi a Roma, del duca Guidobaldo II della Rovere, frequentando ambienti legati al manierismo. Dopo questo periodo romano, tornò definitivamente a Venezia per diventare, alla morte del Tintoretto nel 1594, il pittore più importante della città, a capo di una bottega attivissima.

Tornando al nostro dipinto, ed in particolare alla sua composizione, siamo di fronte ad uno schema tradizionale, con la figura esanime di Cristo, fulcro della scena, sorretto e calato a terra da San Giuseppe d'Arimatea con Nicodemo, dove viene accolto dalle Pie Donne e da San Giovanni Evangelista. Maria Maddalena, con i lunghi capelli sciolti, sofferente per il dolore sorregge i piedi di Cristo, mentre la Vergine lo guarda sofferente.

Il pittore affrontò il tema della Deposizione a più riprese e in diversi formati, dai dipinti per la devozione privata alle pale d'altare, di cui la nostra bella opera potrebbe rappresentare un bozzetto preparatorio. Vista la complessità del disegno è infatti agevole immaginare possa essere stata la preparazione per un'opera di dimensioni più importanti.

A confermare tale ipotesi e a rendere unica la composizione, la presenza di Sant’Alessandro, presumibilmente eponimo del committente, ritratto nella sua tenuta da soldato con la spada (il cui volto, particolarmente studiato, potrebbe riferisti a quello del committente); accanto a lui, dal lato opposto, sant’Agostino vescovo.


Per ulteriori informazioni siete invitati a contattarci.

Dipinto corredato di certificato di autenticità fotografico a norma di legge (FIMA - CINOA)
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