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Bottega di Marinus van Reymerswaele (Reimerswaal 1490 circa – Goes 1567 circa)

San Gerolamo nel suo studio

Scuola fiamminga della fine del XVI secolo
Bottega di Marinus van Reymerswaele
(Reimerswaal 1490 circa – Goes 1567 circa)

San Gerolamo nel suo studio


olio su tela
88 x 112 cm., con cornice 111 x 130 cm.

Provenienza: Vienna Palais Dorotheum (09 giugno 2020)

D21-007 Venduto richiedi informazioni

Mirabile letterato e scrittore pregevole, di grandissima erudizione profana oltre che sacra, San Gerolamo è raffigurato nella presente opera nel contesto del suo aulico studio, con il cappello cardinalizio e circondato dai suoi libri.

Dopo la vita eremitica, Girolamo divenne segretario di papa Damaso e tornò poi in Oriente, studiando e, soprattutto, traducendo in latino la Bibbia.

Questa forma di rappresentazione del Santo trovò una grande diffusione nel Rinascimento che, a partire dal XV secolo, riconobbe in Girolamo il patrono dei letterati umanisti.

Per tale ragione, oltre alla sua tradizionale raffigurazione come eremita penitente che si percuote il petto nel deserto, se ne aggiunse un’altra, dove venne appunto immortalato nel suo studio, mostrando il suo lavoro di intellettuale, circondato da materiale di scrittura e libri.

La nostra tela, in particolare, si basa su una serie di dipinti realizzati dal pittore fiammingo Marinus van Reymerswaele (1490 - 1567 c.) nel secondo quarto del XVI secolo. La composizione, grazie al successo ottenuto, fu replicata sia dallo stesso van Reymerswaele che da altri autori della sua prolifica bottega.

La nostra tela si accosta pertanto alle numerose versioni di questa tipologia iconografica, molto popolare nel XVI secolo: vediamo il Santo molto vecchio e magro, i suoi gesti sono forzati, caratterizzati da un disegno inquieto, colori forti e freddi ed una fisionomia quasi caricaturale.

San Girolamo, con indosso il suo abituale abito da cardinale, siede a un tavolo nel suo studio, circondato da libri, scritti e utensili per scrivere che si riferiscono alla sua educazione e conoscenza e quindi al suo lavoro di traduttore e autore della Bibbia; il Santo si siede davanti alla sua scrivania per dedicarsi alle scritture aperte davanti a lui.

Si appoggia con la mano sinistra al suo attributo più riconoscibile, il teschio. A differenza di molte altre raffigurazioni di Girolamo, il Padre della Chiesa non indica esplicitamente con la mano il teschio, ma sembra appoggiarsi con cautela su di esso.
Altri attributi comuni sono il crocifisso ed appunto la veste del cardinale, di un rosso sgargiante, con il cappello piatto appeso al muro alle sue spalle.

Il leggio contiene un tomo aperto su una pagina che mostra il Giudizio Universale, che allude alle sue meditazioni sulla fine dell'esistenza terrena e sulla vanità della vita, come illustrato dal teschio, dalla croce, o dalla candela sullo scaffale, tutti elementi allusivi alla caducità terrena.

Dietro di lui siede il leone, in riferimento alla credenza agiografica popolare secondo cui Girolamo aveva domato un leone nel deserto guarendogli la zampa. Il leone addomesticato, probabilmente l'attributo più importante del santo, guarda diretto lo spettatore sulla destra.

L'opera si presenta in eccellente stato di conservazione, completata da cornice in legno ebanizzato.

Dipinto completo di certificato di autenticità a norma di legge.
Per qualsiasi informazione, non esitate a contattarci.
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