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Bernardo Strozzi, detto il Prete Genovese (Genova 1581 - Venezia 1644) bottega di

Concerto con due musicisti

Bernardo Strozzi, detto il Prete Genovese
(Genova 1581 - Venezia 1644)
bottega di

Concerto con due musicisti


olio su tela

(cm): 98 x 135
con cornice 118 x 154


D22-048 Venduto richiedi informazioni


Proponiamo un dipinto di grande importanza, quintessenza della pittura barocca genovese del Seicento, che ripropone la celebre opera ‘il Concerto’ realizzata da Bernardo Strozzi intorno al 1635, soggetto prediletto dall’artista e replicato in varie versioni, la più celebre delle quali è oggi conservata nella collezione reale britannica (The Royal Collection at Hampton Court Palace: https://www.rct.uk/collection/404978/the-concert), acquistata nel 1762 da Giorgio III da Joseph Smith, console britannico a Venezia.

Annoverato tra i maggiori protagonisti della vivace stagione del Barocco genovese, tra le sue caratteristiche va sicuramente annoverata l'attenzione per le tematiche caravaggesche di matrice nordica e specialmente per quelle dedicate all’universo della musica: dipinse infatti numerose opere raffiguranti musicisti, sia solisti nelle varie versioni dei 'Pifferai’, sia in gruppo come appunto nell’opera in esame.

Il tema del Concerto risale al periodo finale della vita a Genova e l’inizio del suo trasferimento a Venezia, durante il quale le sue opere si caratterizzarono per la predilezione di tematiche più profane ed allegoriche ed accentuò il suo caratteristico uso audace del colore e dell'impasto denso, applicato in modo sicuro ed articolato.

Quest'opera rappresenta due musicisti intenti ad accordare i propri strumenti, mentre si apprestano ad iniziare a suonare assieme: un giovane violinista, vestito con un costume semplice, è accompagnato da un suonatore di liuto più anziano, presumibilmente il suo maestro, in abiti più importanti e con un grande cappello piumato. Uno strumento posto in primo piano a sinistra suggerisce che siano in attese di un terzo musicista.

Entrambe le figure dirigono con intensità i loro sguardi verso l’osservatore, come se concentrassero la loro attenzione su qualcuno al di fuori del piano dell'immagine; il contatto visivo e le espressioni vivaci stabiliscono un rapporto psicologico di forte coinvolgimento con il loro pubblico.

Oltre alla resa dei volti, dei tratti somatici e del magnetismo che il pittore ha saputo dare alle espressioni, merita menzione l’accuratezza con cui sono stati raffigurati gli strumenti musicali ed il loro preciso posizionamento nelle mani dei musici, a dimostrazione dell'attento e scrupoloso studio preparatorio da parte del pittore.

Approfondendo lo studio dell'opera vediamo come potrebbe trattarsi di due ritratti realizzati dal maestro su commissione, ma non è da escludere il significato allegorico che tale composizione potrebbe possedere, lasciando aperte più possibilità interpretative. La prima ipotesi riguarda l’età delle figure, la cui antitesi si potrebbe rispecchiare nel contrasto tra la giovinezza ingenua e l'età vissuta; sappiamo però che il violino e il liuto si riferiscono entrambi a idee di equilibrio ed armonia, e pertanto le scene dei concerti potrebbero essere volte a simboleggiare, oltre al senso dell'udito, un’idea di armonia e amore.

Qualunque sia l'interpretazione, questi dipinti di concerti erano, come la musica che rappresentavano, furono estremamente apprezzati dalla colta committenza dell’epoca, genovese e veneziana, durante il periodo Barocco.

Il nostro soggetto in particolare fu tra i più cari a Bernardo Strozzi, che dell'opera produsse un cospicuo numero di repliche, sia autografe che di bottega. Alcuni esempi sono:


Nel Seicento Bernardo Strozzi fu uno dei maggiori pittori genovesi. Iniziò la sua carriera pittorica come allievo e collaboratore di Pietro Sorri ed i suoi lavori giovanili si orientarono al manierismo toscano, sui modelli di Ventura Salimbeni e Aurelio Lomi.

Nel secondo e nel terzo decennio del Seicento, subendo l’ascendente dello stile caravaggesco portato a Genova da Domenico Fiasella, Strozzi adottò un naturalismo vivace, con uno stile pittorico più possente. All’influenza caravaggesca venne ad aggiungersi anche quella rubensiana e di altri maestri fiamminghi giunti a Genova, città che a quell’epoca era un centro artistico importante. Da allora in poi il luminismo e i chiaroscuri assunsero un ruolo di primo piano nelle sue opere.

Intorno al 1630 Strozzi si trasferì a Venezia dove si guadagnò notevole fama artistica con il soprannome di “il prete Genovese“.

Le condizioni di conservazione dell’opera sono eccellenti, lo strato pittorico non presenta alcun tipo di problema, nonostante le dimensioni della tela. Il dipinto è completo di una cornice antica in legno dorato.


The Concert c.1635 - Cumberland Withdrawing Room, Hampton Court Palace



L'opera, come me ogni nostro oggetto, viene venduta corredata da un certificato di expertise fotografico

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