Castelbarco

Galleria Antiquaria

Madonna in trono col Bambino ed angeli, tra San Lamberto e San Claudio

Scuola piemontese di inizio Seicento

Madonna in trono col Bambino ed angeli, tra San Lamberto e San Claudio

(datato 1629)


Scuola piemontese di inizio Seicento

olio su tela

196 x 159 cm.


D1107 Venduto contattaci


Questa magnifica tela, quintessenza dell'arte piemontese degli inizi del Seicento, raffigura la Vergine in trono con Bambino e Santi, proposta secondo l’impaginazione tradizionale della Sacra Conversazione, schema ereditato da molti capolavori della pittura rinascimentale italiana.

La Vergine funge da fulcro dell'opera, ritratta seduta su un trono posto su un basamento marmoreo, semplice e solenne, con un atteggiamento affettuoso mentre abbraccia il Bambino con entrambe le mani sfiorandolo con la guancia. Due angeli alati le poggiano una corona sul capo, recando nell’atra mano le palme del martirio.

Ai piedi del trono sono raffigurati San Lamberto, sulla sinistra, e san Claudio. In contrasto con la dolcezza della scena centrale, le loro figure sono contraddistinte da una forte solennità, ritratti entrambi un impressionante realismo, e vestiti delle insegne tipiche delle celebrazioni liturgiche, con la mitra ed il bastone episcopale.


L’opera in esame è stata eseguita da un maestro di area piemontese operante a cavallo tra Cinque e Seicento (la tela è datata 1629), nel periodo in cui i Savoia trasferiscono la capitale del regno a Torino, trasformando il principato di Piemonte in un terreno artistico estremamente florido.


In Piemonte si vedono proliferare palazzi, ville, edifici pubblici e privati, decorati per dimostrare di essere all’altezza delle più importanti casate europee. Per questo sono chiamati artisti da paesi italiani ed esteri (si pensi a Van Dyck, al Guercino, a Cristina di Francia che si vale di pittori parigini come Charle Dauphin, ecc.) e nascono botteghe con maestranze che, per soddisfare le esigenze dei committenti, seguono il gusto spagnolo, francese o fiammingo.


Anche la Chiesa rimane nel ‘600 una committente importantissima; le immagini devono avere un messaggio educativo, che mostri la Chiesa trionfante ed induca la venerazione dei Santi. La pittura diventa quindi celebrativa, un mezzo per evocare sentimenti: la devozione di santi in preghiera, ritratti con pose studiate e spesso artificiose, serve per rendere la monumentalità della rappresentazione.


Una calda illuminazione frontale conferisce preziose valenze alle snelle ed eleganti figure, con una varietà tonale nitida e brillante che rende molto bene il senso della plasticità. L'intera scena risulta avvolta in un chiaroscuro morbido e avvolgente, che annulla gli stacchi tra luce ed ombra.


Il dipinto si presenta in ottimo stato di conservazione, senza cadute di colore, supportato da un vecchio reintelo eseguito professionalmente.


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