Castelbarco

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Amorini in gioco con bolle di sapone

Paolo Gerolamo Piola (Genova, 1666 - ivi, 1724), bottega di

Paolo Gerolamo Piola
(Genova, 1666 - ivi, 1724), bottega di

Amorini in gioco con bolle di sapone

Scuola genovese fine XVII - inizi XVIIIsecolo

olio su tela
con cornici in legno intagliato dorato

Misure (cm): 74 x 134
con cornice 91 x 152
D1032B Venduto contattaci
Questo splendido dipinto, che vede ritratta una coppia di putti alati intenti nelle loro giocose attività, va ricondotto alla copiosa produzione della bottega dei Piola, fondata da Domenico, una delle voci artistiche più significative del panorama della pittura barocca genovese.

In particolare, motivazioni di ordine stilistico, il cromatismo vivace e la scioltezza pittorica l'attribuiscono alla mano del figlio Paolo Gerolamo Piola. La pittura appare particolarmente levigata, brillante e luminosa, con una predilezione per gli accordi tra toni caldi e freddi.

Determinante per la sua formazione fu il soggiorno a Roma, dal 1690 al 1694, nella bottega di Carlo Maratta; le nostre tele mostrano appunto l'influenza del classicismo romano, riflettendone il gusto tipico attinto da Raffaello, Domenichino o Carracci, ma anche la levigatezza e l’eleganza tipiche marattesche.

Grazie a questo dialogo tra il gusto genovese ed i modelli romani, viene messa a punto una maniera pittorica fatta di linee e volumi ammorbiditi, "levigata e classicheggiante", nella ricerca di un'espressività dei volti più dolce rispetto a quella di Domenico Piola.

Tali considerazioni collocano la nostra tela a cavallo tra XVII e XVIII secolo, in seguito al ritorno di Paolo Gerolamo a Genova nella bottega paterna.

I dipinti seguono una composizione orizzontale, tipica nelle produzioni dei Piola, impegnati spesso in queste opere destinate alla decorazione dei palazzi patrizi genovesi del tempo, che ne fa presupporre l'originale collocazione come soprapporta.

A partire dalla seconda metà del '600, la tendenza raffigurativa si rivolse ad immagini più illusionistiche, frivole, barocche, di cui le nostre tele ne rappresentano un perfetto esempio. La richiesta di tali soggetti condusse la sua bottega a contendendersi le maggiori committenze private dell'epoca, alternando l’esecuzione di innumerevoli pale d'altare ad eleganti quadri da stanza. Ed è nell'ambito di questa seconda categoria che si specializza in una tipologia di dipinti di forte valenza decorativa, destinati al contesto privato, raffiguranti, con numerose varianti, figure di putti, angeli o cherubini, che portò alla sua cerchia di allievi grande fortuna per tutta la seconda metà del XVII secolo.

Note bibliografiche:
Alessandra Toncini Cabella, Paolo Gerolamo Piola e la sua grande casa genovese, Genoa, 2002

Il dipinto si presenta in ottimo stato di conservazione. Con cornice dorata del XIX secolo.

L'opera è corredata di certificato di autenticità fotografico a norma di legge.
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